SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Un'altra industria? Distretti e sistemi locali nell'Italia contemporanea

Aurelio Alaimo

Milano, Franco Angeli, pp. 223, euro 17,50 2002

Il volume riunisce dieci saggi ? otto già pubblicati o in corso di stampa e due inediti ? redatti tra il 1991 e il 2002, sui temi della storia dei sistemi produttivi locali. Ad essi si aggiunge un'Introduzione scritta per l'occasione. I primi tre saggi propongono un'interpretazione di sintesi dello sviluppo dei sistemi locali in Italia. I successivi tre articoli ? i primi in ordine cronologico ? presentano altrettante indagini empiriche sul caso emiliano; si tratta del nucleo centrale del libro, dove si definiscono le ipotesi e le categorie riprese nei saggi interpretativi. Infine, gli ultimi quattro articoli trattano di proposte di ricerca e questioni di metodo, in una prospettiva comparata e in un confronto con gli studi e le indicazioni provenienti dalle altre scienze sociali. Il filo rosso che unisce i contributi è costituito dalla domanda posta nel titolo: i distretti e i sistemi produttivi locali costituiscono una forma di sviluppo industriale diversa ? o addirittura alternativa ? a quella basata sulla grande impresa? Oppure si tratta di percorsi intrecciati e sovrapposti, distinti solo per comodità di interpretazione? La risposta è ambivalente. Da un lato ? sostiene Alaimo ? non si può distinguere con nettezza tra lo sviluppo dei sistemi locali e i percorsi di crescita della grande impresa integrata, trattandosi, in realtà, di due forme diverse di uno stesso processo di industrializzazione (il cui connotato unificante ? se, cioè, sia basato sull'avvento della fabbrica meccanizzata, sull'aumento della quota del settore secondario sul PIL e sull'occupazione totale, o su che altro ? egli, purtroppo, non indica). Dall'altro lato, le indagini sullo sviluppo locale hanno seguito un'impostazione diversa da quelle sulla grande impresa e hanno finito per rafforzare l'idea di una dicotomia tra sistemi produttivi diversi (ad es. specializzazione flessibile versus produzione di massa). A giudizio dell'autore, una tale contrapposizione è in gran parte artificiosa, giacché i due approcci non possono più fare a meno l'uno dell'altro. Così, la ricerca sullo sviluppo locale ha tratto importanti stimoli dagli studi sulle gerarchie e sulle organizzazioni per scoprire l'importanza delle istituzioni e, in genere, per analizzare il tema complesso della regolazione dei sistemi produttivi locali. D'altra parte, gli studiosi della grande impresa non hanno a che fare solo con il mondo delle organizzazioni formalizzate e della razionalità astratta, ma anche con quello delle relazioni informali e dei legami deboli, a lungo considerato un tratto precipuo dei sistemi locali. Pertanto, conclude Alaimo, lo sviluppo locale non deve essere considerato una forma di sviluppo alternativa alla grande impresa integrata, ma semmai una forma diversa ? e, talvolta, altrettanto efficiente ? di un unico processo di industrializzazione. Ciò sembrerebbe confermato ? si potrebbe aggiungere ? dal fatto che in anni recenti si è assistito ad una sorta di convergenza tra la grande e la piccola impresa. Molte grandi imprese, in cerca di maggiore flessibilità, hanno adottato modelli organizzativi mutuati in parte dai distretti industriali, mentre le più dinamiche fra le piccole imprese dei sistemi locali, per gestire una fase di forte crescita, si sono date una struttura organizzativa più complessa e formalizzata.


Alberto Rinaldi