SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia degli italiani nel Novecento. Chi siamo, da dove veniamo

Aurelio Lepre

Mondadori, Milano, pp. 384, euro 18,00 2003

Della storia italiana del Novecento, a giudizio dell'A., ?quasi tutto ciò che sembra degno di memoria è avvenuto nella prima metà del secolo, quando l'Italia ha partecipato a due guerre mondiali e ha cercato di costruirsi un impero coloniale?. Eppure, sebbene il panorama degli ultimi 50 anni appaia ?grigio ed uniforme? è allora che ?gli italiani hanno compiuto i maggiori progressi della loro storia millenaria, costruendo la democrazia e raggiungendo il benessere? (p. 3). Il titolo del libro ? storia degli italiani e non storia d'Italia ? riflette questa distinzione: nella prima metà del secolo ?l'Italia non è stata in grado di conquistarsi un posto al sole, mentre gli italiani ci sono riusciti? nella seconda metà. Alla visione epica secondo la quale ?i grandi popoli nascono soltanto attraverso drammatiche prove? (p. 4) Lepre contrappone in tal modo un'interpretazione che valorizza gli italiani con l'iniziale minuscola, e cioè la lenta e faticosa costruzione collettiva di una moderna società democratica. Ad essa una serie di appartenenze ideologiche più forti di quella nazionale non ha lasciato in eredità una memoria condivisa, ma oggi è troppo tardi per costruirla, per diventare Italiani con la I maiuscola, e la futura civiltà europea dovrà piuttosto fondarsi ?su un futuro condivisibile? (p. 348). Si tratta di tesi di notevole interesse, le quali però vengono enunciate in una introduzione e in una conclusione che si direbbero quasi sovrapposte al testo, trovando in quest'ultimo solamente riscontri parziali. In verità l'A. ? che fa uso non soltanto della letteratura storiografica, ma anche di carteggi e diari, atti parlamentari, rapporti di informatori di polizia, registrazioni telefoniche e film ? dedica una costante attenzione all'opinione pubblica, alla vita quotidiana, ai consumi, al termpo libero e più in generale alle condizioni e agli stili di vita, alle mentalità e al costume. Senza considerare che nel libro ci sono l'automobile e la televisione, ma non il personal computer, Internet e il cellulare (in una parola, la ?società dell'informazione?), a mio avviso ciò non basta tuttavia a giustificare il titolo dell'opera. La struttura del volume non è in effetti molto diversa quella della Storia della prima repubblica pubblicata dall'A. nel 1993 e giunta nel 1994 alla quarta edizione aggiornata, che Lepre riscrive ? condensandola ? nella seconda parte: una pregevole sintesi di carattere generale, al tempo stesso problematica e adatta a un pubblico non specialistico, che include i più diversi aspetti della storia italiana del Novecento, ordinandoli attorno a una storia politica d'impianto narrativo e di taglio tradizionale alla quale viene riservato uno spazio centrale e il maggior numero delle pagine.


Tommaso Detti