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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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?Parleremo al mondo intero?. La propaganda del fascismo all'estero, prefazione di Nicola Tranfaglia

Benedetta Garzarelli

Alessandria, Edizioni dell'Orso, pp. XI-249, euro 20,00 2004

Negli ultimi anni si sono infittite ricerche e monografie sui temi intrecciati della politica estera e della propaganda internazionale del fascismo italiano e altri lavori sono di prossima stampa. Sono maturate istanze metodologiche e programmatiche che la storiografia aveva da tempo elaborato, ma senza por mano a un adeguato scavo documentario e alla necessaria valorizzazione critica di fonti diverse. In particolare, si sono approfonditi i nessi tra politica interna e politica estera del regime, tra ?diplomazia culturale?, ?politica culturale estera? e propaganda parallela ai canali ufficiali, espressione di uno sforzo di espansione internazionale del fascismo italiano che non fu solo imperialismo, brutalità e ?esibizione di muscoli?. L'autrice ha esaminato sistematicamente la creazione e le attività della Direzione generale della propaganda sotto la guida di Galeazzo Ciano dal 1934, diffondendosi sulle modalità di strutturazione interna di questo nuovo settore dell'apparato statale che, caratteristicamente, finì nel corso degli anni Trenta per sovrapporsi e accavallarsi con altre branche e istituzioni, via via riconducibili alle competenze di vari ministeri (Stampa e Propaganda poi Cultura Popolare, Interno, Esteri). Nonostante un simile conflitto di competenze e una continua sovrapposizione di compiti operativi, le attività rivolte a sistematizzare la presentazione all'estero dell'Italia fascista come una grande potenza dalle ambiziose finalità culturali furono multiformi e costanti. Dalla documentazione utilizzata si evincono più le intenzioni e le finalità progettuali che non il riscontro effettivo della ricezione di tale propaganda, anche se il lavoro si articola in due specifiche direzioni (le politiche rivolte alla Francia e alla Germania) che offrono anche qualche risposta in tal senso. Se per la Francia la leadership fascista coltivò l'ambizione di ricavarsi uno spazio di influenza sulle comunità italiane e sui gruppi filofascisti francesi, per la Germania dopo il 1933 governata dai nazisti la preoccupazione fu sempre quella di salvaguardare il ruolo di partner ?anziano? del regime di Mussolini tra i fascismi europei, accentuando le consonanze sull'anticomunismo piuttosto che sull'antisemitismo. Ambasciate e consolati, Fasci all'estero, Comitati d'azione per l'universalità di Roma, Istituto per le relazioni culturali con l'estero, Case d'Italia, la Dante Alighieri, rappresentarono per così dire un ampio munizionamento per bombardare le opinioni pubbliche e gli ambienti internazionali, mobilitando con budget di spesa assai alti lo Stato, il Partito e i sempre più numerosi enti parastatali. Questo volume offre anche interessanti profili dei principali responsabili politici (Ciano, Alfieri, Pavolini, Polverelli) e dei loro subordinati, impegnati a recepire impulsi e velleità che promanavano dallo stesso duce, l'ex giornalista che Gaetano Salvemini definì nel Mussolini diplomate (1932) come ?genio della propaganda?.


Marco Palla