SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Anarchia e società aperta. Scritti editi e inediti

Camillo Berneri

a cura di Pietro Adamo, Milano, M & B, pp. 342, euro 14,46 2001

L'antologia di scritti di Berneri, curata e introdotta da Pietro Adamo, si caratterizza per rigore e accuratezza. Ogni testo pubblicato è preceduto da una nota introduttiva che lo presenta criticamente. Il volume si compone di tre parti tra loro omogenee: nella prima sono raccolti gli interventi di natura teorica (riflessioni sulla libertà, sul federalismo e sulla concezione dello Stato), la seconda raccoglie gli scritti riguardanti aspetti squisitamente politici (tattica elettorale, alleanze, guerra civile e sociale), mentre la terza parte è composta da contributi inerenti tematiche culturali (religione, sessualità e questione della donna, alcuni giudizi su Nietzsche, Kropotkin e Cattaneo). Quarantuno scritti, preceduti da un Prologo miscellaneo intitolato Berneri su Berneri, da una nota del curatore e da un saggio introduttivo di ben novanta pagine. Sia l'introduzione che i testi dell'anarchico lodigiano sono corredati da un apparato di note che orientano il neofita e arricchiscono lo specialista. Unici rilievi critici formali: la mancanza di un indice dei nomi (imperdonabile) e la scarsa visibilità della partizione interna del volume. Nell'ampia Introduzione, il curatore traccia un vero e proprio ritratto politico-filosofico di Berneri: la concezione teorico-epistemologica del rapporto tra scienza e società (il suo agnosticismo gnoseologico); le influenze salveminiane e il convinto anti-utopismo (l'aspirazione al sovietismo comunalista e all'instaurazione dell'ossimorico Stato libertario); le critiche al dottrinarismo e all'ethos antisociale e libertino dell'anarchismo ?classico? (dall'individualismo al femminismo); la volontà di aggiornare il pensiero e l'azione libertarie ?in chiave concretistica e su presupposti empiriocriticisti? (p. 25). Emerge un profilo intellettuale antidogmatico e antideterministico, secondo il quale il binomio complessità del reale e fallibilità della conoscenza costituisce la chiave interpretativa di eventi e comportamenti e il quadrinomio libertà-relativismo-volontarismo-concretezza, una guida per l'azione. L'anarchia come filosofia della tolleranza, anziché mistica tardo-positivistica. Un'utopia concreta al servizio di una società decisamente aperta. Adamo evidenzia giustamente come il revisionismo di questo ?scomodo? eterodosso abbia individuato i limiti di un anarchismo in declino, incapace ? sono parole di Berneri ? di ?aprire le finestre sul mondo?. Meno convincente appare, invece, il tentativo di ricondurre questo libertario sui generis entro l'alveo di una non meglio definita ?terza via? social-umanitaria, presentandolo quasi come un anarco-moderato o un liberal-radicale. Non dimentichiamoci, infatti, che quando ?per le strade di Barcellona infuriavano gli scontri tra militanti socialcomunisti e funzionari governativi da una parte e anarchici e poumisti dall'altra? (p. 7) e Berneri venne ?trucidato dai comunisti perché aveva osato opporsi alla politica stalinista in Spagna e difendere i trotskysti? (p. 8), buona parte di moderati, liberali e gradualisti sedeva al fianco dei suoi sicari.


Eros Francescangeli