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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Democrazia e cultura religiosa. Studi in onore di Pietro Scoppola

Camillo Brezzi, Carlo Felice Casula, Agostino Giovagnoli e Andrea Riccardi (a cura di)

Bologna, il Mulino, pp. 554, euro 37,00 2002

Sono venticinque saggi niente affatto occasionali, ma densi di contenuti e di significato, in sintonia con il percorso di Scoppola attorno al rapporto tra coscienza religiosa e impegno politico. Ne sono oggetto per lo più idee, protagonisti, movimenti del mondo cattolico nell'800 e nel ?900. I temi della cultura cattolica hanno un posto di spicco, a cominciare dagli appunti di Francesco Traniello su Rosmini, Manzoni e la Rivoluzione francese e dalle brevi sintesi dei due collaboratori francesi, Emile Poulat sulla natura dell'intransigentismo, e Jean-Marie Mayeur sulla ricezione di Toniolo in Francia. In questo ambito si segnalano la penetrante ricognizione di Renato Moro della religiosità e della mentalità dei cattolici italiani tra le due guerre, la riflessione di ampio respiro di Giorgio Rumi su Le radici cristiane dell'Europa e soprattutto il saggio di Andrea Riccardi su cristianesimo, guerra e violenza nel ?900, che delinea il ?progressivo ripudio della violenza come strumento? (p. 138) e il conseguente, pur contraddittorio, distacco della Chiesa dal Dio degli eserciti, da Benedetto XV alla Pacem in terris, fino all'impegno per la pace di Giovanni Paolo II. Alla questione dei rapporti tra Chiesa e Stato in Italia, e in particolare tra Chiesa e fascismo, è poi riconducibile un altro gruppo di contributi, fra cui quelli di Stefano Trinchese sull'avvio del pontificato di Leone XIII, attento anche alla subordinazione delle chiese missionarie ?alla logica dell'imperialismo coloniale? (p. 89), di Camillo Brezzi sul Concordato, che ricostruisce le tensioni insorte già l'indomani della firma, indicative dei malumori di parte cattolica, pur nel quadro della collaborazione col regime, e di Maria Cristina Giuntella sul rifiuto che proprio a tale collaborazione oppose uno dei pochi esuli antifascisti cattolici, Francesco Luigi Ferrari. Il blocco di saggi sul postfascismo si richiama all'ultimo Scoppola, studioso di De Gasperi e de La repubblica dei partiti, anche se con qualche attenzione in più ai movimenti di massa e agli esponenti del dissenso cattolico, come nei lavori di Carlo Felice Casula sulle ACLI e di Maurilio Guasco su don Mazzolari e la DC degasperiana. Non mancano intelligenti aperture su aspetti della politica culturale e del costume dei cattolici, come nei testi di Francesco Malgeri sull'editoria e di Giorgio Vecchio sull'atteggiamento verso la TV. Ma è la centralità del pensiero e dell'opera di Aldo Moro, nell'analisi di Agostino Giovagnoli, che ne indaga i risvolti politici e religiosi, e nel sintetico profilo di Leopoldo Elia, a restituire il senso di una continuità ideale con De Gasperi e più ancora con quel nesso tra ispirazione religiosa e passione civile, su cui si fonda il cattolicesimo democratico di Pietro Scoppola. Nel complesso, un quadro di riferimento problematico, di cui occorrerà tener conto anche al di là di una doverosa riflessione sull'opera di Scoppola.


Mario G. Rossi