SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'Inchiesta parlamentare sulle spese di guerra (1920-1923), vol. I, Saggi; vol. II, Documenti: Storia della Commissione; vol. III, Documenti: Settori dell'inchiesta

Carlo Crocella e Filippo Mazzonis (a cura di)

Roma, Archivio storico della Camera dei Deputati, pp. 1.436, euro 50,60 2002

L'importante lavoro curato da Crocella e Mazzonis ? quest'ultimo purtroppo improvvisamente scomparso, mentre i volumi erano in corso di stampa ? permette di ricostruire le vicende della Commissione d'inchiesta parlamentare sui pagamenti effettuati dallo Stato in tempo di guerra ? i cui lavori vennero pubblicati nel 1923 ?, ovvero sui lucri indebiti e sulle collusioni che in quegli anni permisero il sorgere di repentine e illecite fortune industriali, a spese della collettività e dell'erario. Voluta da Giolitti ed annunciata già nel discorso di Dronero del 1919 come parte di un programma di rinnovamento e di rinascita della classe dirigente, la Commissione, istituita nel 1920 e già al suo inizio notevolmente ridimensionata nei propri compiti dallo stesso Giolitti presidente del Consiglio, visse una vita difficile e tormentata, tra gli ostacoli posti alle indagini dal potere politico ? sempre più condizionato dal fascismo in ascesa e dalle pressioni del mondo industriale ?, e dall'ostruzionismo della stessa amministrazione statale, ovviamente tutt'altro che favorevole ad un'indagine sui propri trascorsi. Il lungo saggio di Mazzonis ? dal significativo titolo: ?Un dramma borghese? ? descrive in modo minuzioso e partecipe il difficile compito della Commissione, dalle origini fino alla sua soppressione nel dicembre del 1923 (nonostante che l'indagine fosse ben lungi dall'essere terminata). Se il fascismo al potere impedì che si raggiungessero gli obiettivi materiali ? il recupero degli ingentissimi capitali frodati ?, la Commissione, attraverso una lotta contro il tempo e le ricorrenti difficoltà, riuscì a portare a termine il suo compito di denuncia, venendo così a rappresentare l'ultimo baluardo di moralità pubblica nell'Italia fascista. Dell'impressionante livello di corruzione dell'amministrazione (?impensabile?, commentano i curatori nell'Introduzione), dei lucri, delle frodi industriali, della stessa assenza di rispetto per la vita umana ? vendita di panni grigio-verde che assorbivano (invece di respingere) l'acqua, scarpe di cartone e così via ? ci dà un amaro resoconto Crocella, nel suo bel saggio sul rapporto tra etica e amministrazione, teso anche a indagare le cause, vicine e remote, che possano aver dato vita a un tale abisso di immoralità pubblica e privata. Offrono infine nuovo materiale di conoscenza e di riflessione gli interessanti saggi che concludono il volume e che aggiungono nuovi dati a quelli già pubblicati nel 1923: quelli di Stefania Bartoloni sulla Croce Rossa (l'unico istituto che tuttavia si salva), di Dario Biocca sull'acquisto di quadrupedi (malati) in Nord America, di Pietro Nicola Di Girolamo sull'Ansaldo e sull'Ilva (i principali ?pescecani? di guerra, cui tutto fu permesso e concesso in nome del patriottismo e del raggiungimento della vittoria ), di Maurizio Simoncelli sulla produzione aeronautica. I documenti contenuti nel secondo e terzo volume (tra cui i verbali delle sedute plenarie) completano l'opera, permettendo allo studioso di approfondire ulteriormente i livelli di spregiudicatezza della classe dirigente italiana.


Giovanna Procacci