SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Spirito liberale e tradizioni comunitarie. Storia e ordinamenti del mutuo soccorso nel Forlivese-Cesenate e nel Riminese (1840-1915)

Carlo De Maria

Bologna, Clueb, 126 pp., euro 12,00 2008

L'a. concentra la propria attenzione sulle associazioni mutualistiche della provincia di Forlì, indagate a partire da una ricca documentazione locale conservata presso le biblioteche comunali di Bologna, Cesena, Faenza, Forlì, Reggio Emilia e Rimini. Scopo della ricerca è quello di ricostruire l'attività dei sodalizi di mutuo soccorso tra Risorgimento ed età liberale in un'area geografica circoscritta. La storia del mutualismo si colloca infatti nel quadro della tensione tra una «periferia» rappresentata da organismi di base, autogestiti, di piccole dimensioni e capillarmente diffusi sul territorio e un «centro» incarnato dal crescente interventismo statale sul terreno legislativo e burocratico, teso a rinsaldare il rapporto tra società politica e società civile. Le origini remote delle società di mutuo soccorso affondano nelle tradizioni solidaristiche e comunitarie di confraternite e corporazioni di matrice religiosa mentre le nuove istanze della civiltà liberale, oltre a determinare lo sviluppo di forme di reciproca garanzia, tutela e assistenza nei momenti più difficili della vita degli associati (malattia, infermità, morte), portavano alla nascita di istituti che rispondevano alle esigenze della società civile nei settori del piccolo credito, dell'educazione infantile, dell'edilizia popolare e dei consumi.Le associazioni furono un'importante palestra di democrazia e di apprendistato alla cittadinanza per artigiani, operai e braccianti, ancora esclusi dal voto politico e amministrativo ma chiamati ad eleggere i loro rappresentanti all'interno dei sodalizi. Centinaia di migliaia di persone appartenenti a una comunità nazionale ancora da costruire e da consolidare parteciparono, grazie al mutuo soccorso, a forme di autonomia associativa fatta di semplici norme morali, di risparmi e contributi regolari, di diritti elettorali e previdenziali, di stimoli educativi e retorica patriottica. Anche in Romagna le società di mutuo soccorso si svilupparono dapprima tra i ceti artigiani delle aree urbane, rispecchiando fin dagli statuti una certa continuità con la tradizione delle confraternite e delle corporazioni, in termini di abitudini organizzative, usi, costumi e culture popolari.Dei tre capitoli di cui si compone il saggio, il primo analizza il passaggio dalle vecchie forme di associazionismo di origine medievale, come le confraternite e le corporazioni, alle società di mutuo soccorso; il secondo tratta della diffusione del mutualismo tra Forlì e Rimini, approfondendo i vari settori di intervento e i caratteri distintivi delle società, con particolare riferimento al mutualismo femminile, quello cattolico e quello rivolto ai giovani. Il terzo capitolo, infine, prende in esame la figura di Aristide Ravà, uno dei maggiori studiosi del fenomeno mutualistico tra '800 e '900. Un repertorio bibliografico posto in appendice elenca in modo esaustivo regolamenti, statuti, discorsi programmatici, bilanci e resoconti a stampa delle società di mutuo soccorso della provincia di Forlì.


Giancarlo Poidomani