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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Claudiana 1855-2005: 150 anni di presenza evangelica nella cultura italiana

Carlo Papini, Giorgio Tourn

Torino, Claudiana, pp. 258, euro 14,50 2005

Il libro, redatto da due voci autorevoli del mondo valdese, ci propone una riflessione ampia e articolata sull'attività della casa editrice Claudiana. Utilizzando una pluralità di fonti in cui si distinguono i verbali manoscritti del comitato direttivo e i rapporti a stampa comprensivi dell'inventario di libri, riviste e opuscoli pubblicati in centocinquant'anni, gli autori ci accompagnano in un lungo itinerario. Dalla fondazione della casa editrice a Torino, avvenuta sette anni dopo la concessione dei diritti civili ai valdesi, al suo trasferimento a Firenze, fino al passaggio a Torre Pellice, centro religioso del protestantesimo italiano, e al suo definitivo ritorno a Torino. L'interesse che il volume suscita è doppio. Da un lato offre visibilità all'opera di una casa editrice impegnata nella trasmissione del patrimonio teologico e culturale della società valdese, in stretto collegamento con la realtà europea e in generale con il mondo anglosassone. E questo anche in anni in cui ? si pensi al periodo fascista ? la popolazione italiana era sottoposta a una rigida autoreferenzialità e a forti limitazioni nel campo culturale e religioso. Dall'altro, il testo evidenzia il ruolo importante rivestito dalla Claudiana nella storia del nostro paese, proprio attraverso scelte coraggiose operate dai suoi membri. Il desiderio che anima l'editrice è quello di allargare gli scambi e gli orizzonti culturali attraverso la traduzione di molte opere teologiche, filosofiche e storiche. È in questa direzione che la Claudiana si fa promotrice di un dibattito che giunge nella seconda metà del Novecento ad abbracciare i grandi nodi del mutamento dell'identità collettiva e individuale nella società contemporanea. Grande attenzione viene data dagli autori alla fase ottocentesca, periodo in cui la Claudiana decise di diventare una casa editrice popolare, pur sapendo di doversi rivolgere a un pubblico per larga parte analfabeta o semi-analfabeta. Ciò che dunque sembra caratterizzarla è quella che nella premessa al libro viene chiamata ?la passione evangelistica? (p. 10). Una passione che ha ispirato sin dall'origine tutti gli operatori, dai membri del comitato direttivo agli operai della tipografia fino ai più umili venditori ambulanti, i colportori. Il disegno era quello di realizzare una forte evangelizzazione dell'Italia unitaria nella prospettiva di un rinnovamento morale, spirituale e civile, già auspicato da differenti movimenti risorgimentali, compreso quello dei ?risvegliati?. Significativa attenzione inoltre viene attribuita dagli autori alle pubblicazioni favorevoli al miglioramento della condizione femminile sin dalla seconda metà dell'Ottocento. Una fase storica in cui, come scrivono gli autori stessi, ?in Italia arrivava solo un'eco lontana delle dure battaglie delle suffragette? (p. 145). Ma anche l'assunzione dei diritti di cittadinanza delle donne, e la conseguente pubblicazione di opere riguardanti il ruolo della donna nella società e nella Chiesa si inscrivono nel generale spirito pionieristico di una casa editrice attenta sin dal suo esordio ai mutamenti profondi della collettività.


Graziella Bonansea