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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Un paese di nuova fondazione: San Cataldo dalle origini ad oggi

Cataldo Naro (a cura di)

San Cataldo (Caltanissetta), Centro Studi Cammarata-Edizioni Lussografica, pp. 4 2002

Dalla prima richiesta dal barone Vincenzo Galletti di fondare il paese nel 1607 al duemila, è una storia a molteplici dimensioni quella intelligentemente coordinata da Cataldo Naro, attraverso apporti da diversi punti di vista disciplinari. Fondato nel quadro della ?colonizzazione feudale? dell'interno della Sicilia, dichiarata città per decreto reale nel 1865, osserva il geografo Gambino, San Cataldo ha i caratteri dell'agrostadt, permeata dai legami tra l'abitato ed il suo hinterland agricolo. Studia così in successione il paesaggio urbano, il ?paesaggio delle frane?, il paesaggio agrario, il paesaggio minerario. Sono paesaggi antropizzati, quasi cerchi concentrici (poi analizzati da altri autori: in particolare Di Fazio sul paesaggio agrario, La Rosa sulla frana), quadri di vita, che oggi ritornano come ?progetto di sviluppo sostenibile?. La storia dell'insediamento è puntualmente ricostruita da Giuseppe Caridi, intorno allo studio della dinamica demografica, una vicenda sostanziale di ascesa, a partire da una realtà precocemente segnata da ?una forte incidenza delle famiglie nucleari? (p. 37). Quanto alla politica, fino all'Unità, quando fu ?ignominiosamente vulnerato e tradito lo scopo della rivoluzione con ristabilire in tutti gli impieghi nelle cariche dello Stato i vili spodestati borbonici? (da un esposto del 1861, p. 67), emergono una serie di problemi relativi alla insufficiente circoscrizione territoriale ed alla integrazione con Caltanissetta, a tratti conflittuale, eppure necessaria, ove risalta il dinamismo anche economico sancataldese. Li Vecchi presenta la finanza locale, che è anche occasione per una nomenclatura della società sancataldese, nella ?distinzione tra galantuomini, mastri e villani, cioè fra civili, artigiani e contadini? (p. 169). Emerge anche da questo punto di vista il rilievo della componente ecclesiastica, studiata da Manduca per il Settecento. Falzone presenta gli istituti di vita consacrata, Borzomati la santità, Malgeri il movimento cattolico: ?nel rinnovamento della pietà e nel rapporto più stretto con il mondo contadino matura a San Cataldo un movimento sociale e politico di matrice cattolica destinato a fare di questo piccolo centro della Sicilia una significativa fucina di opere, attività, figure, che hanno notevolmente caratterizzato la storia della presenza politica e sociale cattolica siciliana tra Ottocento e Novecento? (p. 337). Completano il volume i saggi sulla committenza e produzione artistica (Bontà), sulla produzione poetica (Speciale) e sulle ricerche archeologiche sull'antico insediamento di Vassallaggi (Panvini) e le fotografie di Di Miceli. Riesce, in sintesi, la sfida di evitare il pericolo di cedere ad un ?municipalismo della memoria? (p. 12), che percorre tante iniziative editoriali e, più sottilmente, tanto dibattito storiografico su quell'elemento così sfuggente che è l'identità: merito di un gruppo di lavoro che ha già dato diverse prove, intorno a Cataldo Naro, autore di esemplari contributi di una storia locale che è storia generale.


Francesco Bonini