SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Dalla parte dei bambini. Italia e Unicef fra ricostruzione e sviluppo

Angela Villani

Milano, CEDAM, 238 pp., € 25,00 2016

Il volume di Angela Villani, ricercatrice presso l’Università di Messina, s’inserisce in un filone internazionale di studi che solo a partire dall’ultimo decennio ha iniziato a restituire importanti contributi sulla storia dell’United Nations Children’s Fund (Unicef ). In questo ambito, così come nella storiografia italiana, mancava una ricerca che ripercorresse i passi iniziali dell’Unicef nella penisola. Il libro si spinge fino ai primi anni ’70 raccontando il duplice percorso che ha portato «l’Unicef in Italia» (1947-1950), in continuità con le prime attività avviate dall’United Relief and Rehabilitation Program (Unrra), e quello che ha condotto l’«Italia nell’Unicef», passando per l’elezione al Consiglio di amministrazione nel dicembre 1950 e l’ammissione dell’Italia alle Nazioni Unite nel 1955. È stato un cammino non facile e scontato per un paese che nel giro di un periodo relativamente breve passò dall’essere destinatario a erogatore di aiuti internazionali. Il volume si basa su di un puntuale scavo archivistico – presso l’Archivio centrale dello Stato, l’Archivio del Ministero degli Affari Esteri, l’Archivio dell’Istituto Sturzo – e fa uso dei documenti online dell’Unicef Archives e dell’Archivio Hoover (Stanford University). Altrettanto ricca, poi, è la bibliografia di riferimento, con cui l’a. dialoga in modo convincente. L’intera vicenda ripercorsa nel libro conferma il ruolo centrale avuto dall’Amministrazione per gli Aiuti Internazionali (Aai) nei primi anni di attività del Fondo. Non si è lontani dal vero, infatti, se si afferma che la storia dell’Unicef fra ricostruzione e sviluppo interseca e spesso si sovrappone con gran parte della storia dell’Aai, dell’expertise dei suoi tecnici e della guida lucida e instancabile di Lodovico Montini. Ne danno prova i principali programmi messi in campo, primi fra tutti quelli sulla sicurezza alimentare, in parte già oggetto di studi storiografici, e sulla salute pubblica. Nel quinto e ultimo capitolo del libro (Al servizio dell’infanzia nel mondo) l’a. si sofferma sull’evoluzione delle strategie e delle politiche del Fondo. L’Unicef doveva continuare a sostenere lo sviluppo dei programmi alimentari attraverso un impegno rinnovato che passava attraverso nuovi e più ampi obiettivi: «l’educazione alimentare, con la formazione di insegnanti e operatori, l’avvio di school and community gardens, l’incoraggiamento alla cultura dell’allevamento locale, con gli applied nutrition programs, la produzione di cibo arricchito con vitamine e minerali» (p. 168), ma al contempo cominciava a guardare anche ad altro. E, come ben mostra la ricerca di Angela Villani, temi come l’istruzione, i diritti dei minori e la valorizzazione del ruolo femminile diverranno gradualmente sempre più presenti nelle strategie del Fondo fino ad abbracciare l’insistenza sulla dimensione sociale e sul fattore umano come cardine dei programmi destinati a partire dagli anni ’70 ai paesi in via di sviluppo.


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