SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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«Ma la ragione non dette risposta». Piavola 1944. La strage, la memoria, la comunità

Daniela Bernardini, Paolo Pezzino, Luigi Puccini

Pisa, Edizioni Plus, 262 pp., euro 16,00 2006

Questo libro costituisce un interessante contributo al filone di studi che affronta il tema della violenza ai civili nel corso dell'ultimo conflitto mondiale. Le vicende dell'eccidio di Piavola, frazione del comune di Buti in provincia di Pisa, sono ricostruite nella loro complessità dal lavoro di ricerca di Daniela Bernardini e Luigi Piccini. I due hanno saputo utilizzare le numerose, sebbene frammentarie ed eterogenee fonti a disposizione, per determinare la complessa ed articolata serie di eventi che determinarono, il 23 luglio 1944, l'uccisione di 18 uomini nei territori boscosi di Piavola, da parte di una unità dell'esercito tedesco. Il confronto fra fonti scritte e fonti orali (costituite da numerose interviste a protagonisti, testimoni e parenti delle vittime, raccolte in vari momenti dal dopoguerra ad oggi) ha consentito di tracciare un quadro sufficientemente esaustivo delle complesse dinamiche entro le quali si determinarono gli eventi che portarono alla strage.Gli attori di queste vicende sono molteplici, così come sono numerosi i comportamenti che tali attori realizzano nel difficile periodo che precedette l'arrivo degli Alleati. Il sostegno che molti abitanti di Buti offrono ai soldati alleati scappati dai campi di prigionia, il rapporto della comunità butese con la piccola banda partigiana che operava nel territorio circostante il paese ? rapporto che si realizzava soprattutto all'interno di dinamiche comunitarie, a volte familiari, legate solo in parte a precise scelte politiche ? sono elementi che alimentano un crescendo di difficoltà nella relazione con l'esercito occupante. La presenza di militari tedeschi aumenta mano a mano che il fronte dei combattimenti si avvicina, così come crescono le esigenze di controllo del territorio e delle risorse, che creano elementi di difficoltà nella relazione quotidiana con i civili, ai quali si aggiungono anche alcune centinaia di sfollati da Pisa. Nel luglio del 1944 nella zona di Buti i partigiani uccidono alcuni soldati tedeschi, la cui cattura era stata piuttosto casuale. La strage che ne seguirà, a partire dall'immediato dopoguerra, ha costituito uno dei cardini attorno al quale si è sviluppato il dibattito politico di Buti. Bernardini e Puccini hanno attentamente studiato questa battaglia che si è svolta sul terreno della memoria e delle responsabilità, e che per lungo tempo ha imposto distorsioni, omissioni e spaccature di cui ancora oggi è possibile ritrovare traccia.Il saggio di Paolo Pezzino ha il merito di collocare questa interessante esperienza di ricerca locale all'interno del recente dibattito storiografico sulla guerra ai civili. Le caratteristiche dell'occupazione tedesca, il rapporto tra combattenti e popolazioni ? realizzatosi in molteplici strategie di convivenza, mediazione, resistenza e opposizione ?, il ruolo dei collaborazionisti, la dimensione etica delle scelte dei protagonisti, sono le componenti di una riflessione interpretativa di più ampio respiro, alla quale questa ricerca fornisce ulteriori elementi di valutazione.


Andrea De Santo