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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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?Quel capitalista per ricchezza principalissimo?. Alessandro Torlonia principe, banchiere, imprenditore nell'Ottocento romano

Daniela Felisini

Soveria Mannelli (Cz), Rubbettino, pp. 275, euro 12,00 2004

La biografia e le storie di famiglia rappresentano un genere storico e letterario che ha conosciuto in tempi recenti un rinnovato successo, praticato sia all'interno dell'accademia con taglio scientifico, sia al di fuori con taglio divulgativo. Personaggi come il protagonista del libro di Daniela Felisini ? studiosa che già aveva avuto modo di dimostrare le proprie profonde conoscenze nel campo della storia della finanza e della banca ? si prestano perfettamente all'indagine biografica, che l'autrice maneggia saldamente all'interno di un quadro metodologico individuato e messo a fuoco. Basato sul ricco archivio di famiglia, il denso volume ricostruisce, fino alla chiusura della Banca nel 1863, i momenti salienti e i molti fili conduttori della vicenda di uno dei fulcri della vita economica pontificia. Coinvolto in gran parte degli affari economici più appetitosi del tempo e contiguo al potere politico, Alessandro Torlonia, in possesso anche di un vasto patrimonio fondiario, mette in pratica le tipiche strategie patrimoniali e finanziarie ? oltre che matrimoniali ? ottocentesche di un paese in ritardo come lo Stato Pontificio, nel quale nasce simbolicamente, quasi a rappresentarne lo spirito, il primo giorno del secolo. Precursore del concetto di banca come holding, il principe si muove agevolmente fra iniziative finanziarie ed imprenditoriali, indicando una via alla diversificazione delle proprie attività non comune al tempo. Dotato di grande liquidità, il nobile romano fu in grado di operare nel campo degli appalti pubblici e dell'intermediazione dei titoli, settori che all'epoca erano entrambi oltremodo remunerativi, proiettando le proprie operazioni in una dimensione internazionale non facilmente raggiungibile negli Stati preunitari italiani del XIX secolo. Il successo di uomini del genere nell'Ottocento preunitario risiede spesso proprio nella loro abilità nel diversificare i propri ambiti di interesse, riducendo il rischio e al tempo stesso moltiplicando le opportunità. Così come punta, nella stessa misura, la sua curiosità nei riguardi di novità tecnologiche ? nella fattispecie navigazione a vapore e ferrovie ? che al tempo si ponevano sulla frontiera dell'innovazione. Il libro convince sia per l'interesse intrinseco suscitato dalle vicende che vi sono narrate, sia per la capacità mostrata dall'autrice di governare con disinvoltura la miriade di spunti che la complessità di un archivio privato propone al ricercatore. Un'ultima sottolineatura: risulta utilissimo l'indice delle banche e dei banchieri riportato alla fine.


Andrea Giuntini