SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Alcide De Gasperi federalista europeo

Daniela Preda

Bologna, il Mulino, pp. 808, euro 45,00 2004

L'ultimo lavoro di Daniela Preda su De Gasperi e l'Europa era molto atteso. Esso è il risultato delle lunghe ricerche di una studiosa che è punto di riferimento nella storiografia italiana sull'integrazione europea ed è profonda conoscitrice dell'impegno degasperiano per l'Europa unita. Chi, confidando nel titolo, si attende una vera e propria biografia dello statista trentino resterà deluso. Il libro è infatti soprattutto la storia dell'europeismo nell'immediato dopoguerra, visto dai governi, dai partiti politici, dai movimenti nella società civile. E proprio i paragrafi dedicati alla storia dei movimenti europeisti dopo la seconda guerra mondiale sono particolarmente densi e interessanti. La figura di De Gasperi è invece, per molta parte del saggio, quasi diluita in una accurata descrizione d'insieme in cui risaltano molti altri personaggi, i protagonisti, italiani e non, della costruzione dell'Europa unita. Il volume della Preda è una miniera di informazioni. Raccoglie materiale che proviene da numerosi archivi europei e da importanti fondi privati, salvo le carte di casa De Gasperi. Fa inoltre ricorso alla storia orale utilizzando interviste a personaggi chiave della politica italiana. I documenti sono illustrati ampiamente, citati in lingua originale e commentati. Queste caratteristiche ne fanno un'opera quasi di consultazione, non solo di lettura. Il De Gasperi europeista, inserito in un clima culturale e politico ricchissimo di iniziative, spicca alla fine per la sua lungimiranza e la sua determinazione. Anche grazie agli ampi stralci di discorsi, suoi e dei personaggi che lo hanno affiancato, bene ne emergono alcune importanti caratteristiche. Risaltano la novità del suo stile ruvido e scarno ma accorato, l'accento sulla dignità e la responsabilità che dovevano guidare la politica della nuova Italia democratica, il profondo sentire la necessità di un'Europa unita come strumento per mantenere la pace. Facendo ricorso a fonti non solo italiane, nell'ultima parte del libro Daniela Preda restituisce in maniera davvero convincente l'immagine della tenacia con cui De Gasperi promosse in prima persona, a partire dall'autunno 1951, la causa dell'unione politica. Il suo coraggio e la sua grande fermezza suscitarono forte impressione in Francia e in Belgio dove, con qualche stupore, si notava che egli non era disposto a retrocedere dall'ipotesi federale a favore di meno ambiziose alternative funzionaliste. Proprio nelle ultime pagine la figura di De Gasperi, altrove purtroppo un po' oscurata dal contesto, torna prepotentemente alla ribalta: con l'ostinazione e la passione che hanno caratterizzato la sua azione politica per la CED e per la comunità politica europea.


Sara Lorenzini