SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Annie Besant. Una femminista vittoriana

Daniela Rizzo

Empoli, Ibiskos-Ulivieri, 257 pp., euro 18,00 2008

La biografia di Annie Besant (nata a Londra nel 1847, morta a Adyar nel 1933), nota ai più come presidente mondiale della Società Teosofica (dal 1907 al 1933) e come erede spirituale dell'esoterista russa Helena Petrovna Blavtasky, nonché come fondatrice del partito indipendentista indiano Home Rule League nel 1916, è ripercorsa da Rizzo concentrando l'attenzione sulla militanza femminista e «secolarista» della libera pensatrice inglese, una militanza intrapresa dopo la sofferta separazione dal marito Frank Besant, un pastore anglicano dal quale ebbe due figli.Dagli scritti della Besant, dalle lettere e dalle memorie delle persone a lei vicine, emerge l'immagine di una donna forte, consapevole del proprio valore, capace di affrontare con determinazione le conseguenze della sua ribellione alle pesanti regole di vita che la legislazione e i costumi vittoriani imponevano alle donne.La strenua battaglia per la custodia dei figli, condotta nella solitudine e in una situazione di penuria economica, fu soltanto la prima delle tante lotte per i diritti civili e politici descritte nel volume, che deriva dalla tesi di dottorato discussa dall'a. presso l'Università di Roma Tre.Besant esordì come giornalista nel 1875, scrivendo per il «National Reformer», l'organo della National Saecular Society, e in quegli stessi anni scoprì la sua vocazione di conferenziera, iniziata con una appassionata relazione sui diritti politici delle donne (On the political status of women, London, Trubner & Co., 1875). Con altrettanto fervore affrontò molte altre questioni ? quella agraria, quella delle imposte e quella dei costi dell'apparato regale ? e altrettante battaglie, da quella contro la politica aggressiva e colonialista dell'Inghilterra a quelle per l'educazione nazionale e la libertà di stampa e di parola. In particolare gli ultimi due capitoli ? che si discostano dalla narrazione degli eventi, che termina con la conversione teosofica della militante, nel 1889 ? offrono utili approfondimenti del pensiero della Besant. Con citazioni e riferimenti ampi e precisi, l'a. indaga le idee che nutrono le iniziative femministe e la militanza all'interno della Società fabiana della sua biografata, con una particolare attenzione alla presenza nel movimento malthusiano.In conclusione, si tratta di una ricostruzione storica interessante e di piacevole lettura, che attraverso la vicenda biografica della Besant mette in luce aspetti significativi del contesto storico, ad esempio l'accentuato scarto tra le posizioni avanzate di alcuni ambienti dell'intellettualità laica, garantista e progressista inglese da una parte, e un sistema legislativo conservatore e sostanzialmente inadeguato ai tempi dall'altra.


Emma Scaramuzza