SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Solidarietà e interesse. La Federazione delle cooperative dal fascismo agli anni Settanta

Dante Bolognesi, Lorenzo Cottignoli (a cura di)

Ravenna, Longo, pp. 374, euro 18,00 2004

Fondata nel 1902 su impulso della Camera del Lavoro e di quattordici sodalizi, nove dei quali bracciantili, nella storia politica e sociale del '900 la Federazione delle cooperative di Ravenna ha rappresentato molto più che un luogo di lavoro, di formazione imprenditoriale, di progettazione economica o di costruzione di reti di solidarietà, come è stato per molti altri organismi cooperativi di ?secondo grado? che pure hanno spesso svolto un ruolo importante nella vita politica, economica e persino culturale in varie zone d'Italia. Come ricorda Alessandro Luparini in un denso saggio di apertura a questo volume, la ?celebre immagine, tramandataci da Italo Balbo, di Nullo Baldini che, ?con le mani nei capelli e i segni della disperazione sul volto', esce dalla sede della Federazione delle cooperative in fiamme, suggella, con la forza evocativa del simbolo, uno dei momenti più drammatici dell'intera storia ravennate? (p. 17) e, va detto, dei tumultuosi e terribili anni che tra lo scoppio della Grande Guerra e l'avvento del fascismo segnarono l'ingresso del Regno nel '900 degli ?estremi?. Baldini, inventore della cooperazione di lavoro, fu il grande e discusso protagonista di un'esperienza associativa che sarebbe divenuta una sorta di modello per una fetta importante del movimento cooperativo in età liberale e, in altro modo, in età repubblicana, come pure ? ma per le sue valenze ritenute negative, in modo esemplare ? durante il fascismo sotto il dominio dell'ENC. Se Baldini morì nel 1945, poco tempo dopo la liberazione della Romagna, la Federazione ha proseguito il suo cammino fino ai giorni nostri, quando ? come spiega il suo presidente, Lorenzo Cottignoli ? è divenuta ?una finanziaria di partecipazione, promozione, sviluppo e servizio alle imprese?, dotata di un capitale e un patrimonio netto assai rilevanti (p. 11). Quali siano gli elementi di continuità e le anche radicali differenze tra l'organismo sorto nel 1902 e quello che cento anni dopo ha promosso ? insieme alla Fondazione ?Casa Oriani? diretta da Dante Bolgnesi ? il convegno di cui vengono qui pubblicati gli atti, può sicuramente essere un tema di riflessione e dibattito. Ma il volume ha il pregio di raccogliere contributi dedicati ad aspetti diversi di una storia niente affatto lineare o solo ?progressiva?, come dimostrano i saggi di Fiorenzo Landi e Andrea Baravelli sul rapporto tra Federazione, ?questione agraria? e mondo bracciantile, quello di Tito Menzani sulla cooperazione ?fuori dei campi? (p. 127), ovvero sulle attività nei settori edili, agroindustriali e di consumo, o quello di Maurizio Ridolfi su forme, rituali, percorsi della sociabilità in una realtà cooperativa capace di divenire un ?luogo della memoria?. Alle diverse fonti della ricerca, al loro uso e interpretazione sono invece riservati i contributi di Elda Guerra (le fonti orali), Luigi Tomassini (con un'antologia di fotografie tratte dall'archivio della Federazione), Ennio Dirani (che interpreta e presenta poesie e iconografie). Nelle conclusioni, Renato Zangheri tira le fila delle ricerche presentate al convegno, offrendo peraltro una riflessione sullo stato degli studi relativi al movimento cooperativo.


Roberto Bianchi