SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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In gold we trust. Social capital and economic change in the Italian jewelry towns

Dario Gaggio

Princeton-London, Princeton University Press, 352 pp., $ 39,50 2007

L'importante volume di Dario Gaggio affronta con un taglio storico-sociologico le vicende novecentesche dei tre più rilevanti distretti dell'oreficeria italiana (Valenza Po, Vicenza e Arezzo) confrontandoli con il più importante nucleo di lavorazione orafa statunitense vale a dire Providence nel Rhode Island. In particolare Gaggio appare interessato a esaminare i conflitti e le tensioni che il processo di sviluppo economico produce, ancorandosi da un lato al dibattito sul capitale sociale, concetto utilizzato secondo lui in modo non del tutto appropriato, e dall'altro a quello sull'embeddedness, un termine che vorrebbe ridefinire in un modo più complesso. Di grande importanza nella sua ricerca è il concetto di fiducia, utilizzato in un modo molto ampio e articolato, sia con riferimento alla realtà italiana, analizzando il comune impiego dell'oro di dubbia provenienza, che al caso statunitense, sottolineando il fallimento dei tentativi del governo statunitense di sradicare il lavoro a domicilio a Providence.La lunga parte introduttiva del lavoro di Gaggio ha un dichiarato intento metodologico e riesamina, a partire dai casi dei distretti dell'oreficeria italiani, il dibattito sui distretti industriali e sullo small scale capitalism, portando utili elementi in vista di una ridefinizione più ampia e flessibile dei concetti di capitale sociale e embeddedness (a partire da un'analisi delle tesi di Granovetter, Bordieu, Coleman e Putnam). L'intento è quello di riuscire a ricomprendere in modo più convincente categorie apparentemente contraddittorie come illegalità e sviluppo.I primi quattro capitoli del volume sono dedicati ai distretti italiani dell'oreficeria di cui si evidenziano le relative peculiarità: dall'importanza dell'ideologia socialista nel disegnare le relazioni sociali a Valenza Po, alla mancanza della cooperazione nel caso vicentino, al rilievo crescente assunto dalle donne nell'oreficeria aretina. In particolare Gaggio mette chiaramente in luce come in tutti questi casi di successo, pur caratterizzati da differenti modalità, non è possibile ignorare il fatto che la costruzione della crescita e delle istituzioni che l'hanno resa possibile è stata tutt'altro che priva di conflitti e di lotte.Il quinto e il sesto capitolo affrontano nuovamente tematiche dal grande rilievo storiografico e metodologico, come le politiche della conoscenza da un lato e il modo in cui i protagonisti locali e globali hanno influenzato la costruzione delle economie dei distretti orafi dall'altro; mentre il settimo è dedicato all'esame del caso di sviluppo di Providence e al paradosso apparente di uno sviluppo considerato un fallimento, nonostante abbia attraversato tutto il XX secolo.Nelle conclusioni Gaggio torna poi sulle questioni metodologiche affrontate all'inizio sottolineando la necessità di un approccio più problematico, sia con riferimento agli aspetti economici che a quelli culturali. Il suo è quindi un contributo di notevole rilievo che arricchisce in misura significativa il dibattito in corso sullo sviluppo economico locale e sui suoi protagonisti.


Luca Mocarelli