SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Habemus papam. Il potere e la gloria: dalla morte di papa Luciani all'ascesa di Ratzinger

David A. Yallop

San Lazzaro di Savena, Nuovi Mondi Media, 495 pp., euro 26,50 2006

Scrittore d'inchiesta, autore di un precedente volume dal titolo In nome di Dio (oltre dieci milioni di copie vendute), dedicato al breve pontificato di papa Luciani, David Yallop ricostruisce in questa sua ultima fatica alcuni aspetti della politica vaticana nel trentennio appena trascorso, soffermandosi in gran parte su quelli legati alle questioni giudiziarie, agli scandali economici, ai rapporti diplomatici con alcuni Stati. La narrazione di Yallop, agile e scorrevole, risulta piuttosto convincente quando si fonda su fonti certe, come ad esempio i documenti ufficiali e pubblici della Santa Sede (le lettere encicliche, le esortazioni, le lettere e le costituzioni apostoliche, i documenti sinodali e delle congregazioni), oltre naturalmente ai discorsi pronunciati dai pontefici in occasione di particolari avvenimenti o viaggi. Si tratta, d'altra parte, delle uniche fonti di provenienza vaticana attualmente fruibili dagli studiosi. L'analisi non appare invece sempre persuasiva quando si basa su testimonianze fornite da personaggi che, per usare le parole di Yallop, «vivono nel cuore della Chiesa cattolica di Roma» (p. 11) e che, per ragioni comprensibili, intendono rimanere rigorosamente anonimi. È pur vero che Yallop visita diversi archivi (per ricostruire, ad esempio, alcuni passaggi della vita di Karol Wojtyla negli anni precedenti alla sua ascesa al soglio pontificio) e utilizza altra documentazione non priva di interesse storico e giornalistico, come le deposizioni fornite da testimoni in sede processuale o altri documenti legali. Tuttavia, in alcuni passaggi il peso delle «deduzioni logiche» dell'autore e, soprattutto, delle testimonianze interne all'universo vaticano appare preponderante. E gli storici ? avvezzi a confrontarsi con fonti in gran parte scritte e a cimentarsi con la loro interpretazione critica ? sanno quante insidie celino le informazioni non riconducibili a una fonte verificabile, se pure autorevole (insidie di varia natura, legate soprattutto ai delicati equilibri e alle dinamiche interne a centri di potere delle dimensioni e del rilievo di quello vaticano). In questo senso, se ad esempio appaiono non prive di riscontri le ricostruzioni di Yallop sulla politica di Giovanni Paolo II verso alcuni regimi dittatoriali del Sudamerica o quelle sulle posizioni della Santa Sede rispetto a temi delicati quali la contraccezione o gli abusi sessuali (che hanno visto coinvolti anche membri autorevoli del clero), risultano poco convincenti ? in assenza di una documentazione verificabile, di cui tuttavia, in molti dei casi analizzati, gli storici non potranno forse mai disporre ? altre perentorie affermazioni. Come quella in cui Yallop, escludendo ogni altra ipotesi estranea alla teoria del complotto, sostiene senz'altro che nel settembre 1978 papa Luciani fu «assassinato» (p. 14). In conclusione, il volume di Yallop pone lo sguardo su una serie di problemi di indubbio interesse per la storia della Chiesa, ma su molti di questi aspetti gli storici dovranno ancora lavorare molto, prima di giungere a conclusioni sufficientemente fondate.


Mauro Forno