SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Ebraismo

David Bidussa (a cura di)

Torino, Einaudi, XL-624 pp., euro 98,00 2008

Il volume curato da David Bidussa fa parte di un più vasto disegno editoriale, diretto da Giovanni Filoramo, avente per oggetto la storia delle grandi religioni monoteiste nel loro rapporto con la modernità. Per quanto riguarda la storia dell’ebraismo, l’opera si presenta come una riflessione, più che una sintesi, sulle metamorfosi della cultura ebraica dalla prima emancipazione alla formazione dello Stato d’Israele. L’impianto teorico del volume si regge sull’assunto che la religione, nell’esperienza storica dell’ebraismo, si fonda con la vita culturale e sociale del popolo ebraico, con la produzione di valori e di pratiche sia materiali che immateriali. Al centro dell’analisi, come dichiara Bidussa nella sua introduzione, non è la religione come artefatto intellettuale, bensì la nozione di «civiltà ebraica» come insieme di testi, costrutti sociali e rappresentazioni collettive.Il volume si articola in cinque sezioni: la prima discute le premesse e i contesti politici e intellettuali che fecero da sfondo all’emancipazione (A. Guetta, P. Bernardini, S. Berti); la seconda affronta, da un punto di vista strettamente culturale, le dinamiche dell’integrazione ebraica nel corpo politico delle nazioni e l’elaborazione dell’idea ebraica di Stato (F. Sofia, G. Luzzatto Voghera, M. Toscano, C. Facchini); la terza e la quarta affondano lo sguardo nella contemporaneità, descrivendo l’evoluzione dell’ebraismo americano e il percorso di formazione, in termini politici, culturali e giuridici, dell’identità nazionale israeliana (D. Bidussa e A. Mordhechai Rabello). La quinta ed ultima parte si configura infine come una riflessione aperta sull’attualità: dal conflitto in Medio Oriente al rapporto tra fede, scritture e bioetica, al confronto tra differenti percorsi ed esperienze di fede interni all’ebraismo (D.G. Disegni, G. Luzzatto Voghera, P. Stefani).Due, in sintesi, gli elementi di novità dell’opera: a) lo sforzo di ripercorrere le trasformazioni culturali interne al mondo ebraico evidenziando la trama di scambi, adattamenti e contrasti con la società non ebraica; b) la scelta di affrontare il nodo della costruzione di un’identità nazionale ebraica e il riconfigurarsi dei modelli identitari interni alla diaspora. Si riscontrano però alcuni limiti importanti. Bidussa scrive che il volume propone «l’analisi di pratiche, culture, discipline, contesti sociali e culturali» (p. XV) chiarendo che l’ebraismo non è «solo un apparanto religioso» ma «un insieme di pratiche rituali, normative, pragmatiche, comportamentali» (p. XXIV). Tuttavia, sebbene l’ebraismo si caratterizzi come una «religione politica», un sistema di disciplinamento della società retta secondo l’halakah da un principio spirituale e di «sangue», la storia sociale degli ebrei è fondamentalmente assente dal quadro dell’opera. Inoltre, tenendo conto dei progressi compiuti dai cultural studies sul tema del nazionalismo, il rapporto tra emancipazione e processi di nation building non è adeguatamente tematizzato, lasciando molte zone d’ombra sui nessi tra religione, etnicità e costruzione identitaria. Sorprende infine che, soprattutto in relazione al caso italiano, la bibliografia non sia sufficientemente aggiornata.


Barbara Armani