SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Identità e storia degli ebrei

David Bidussa, Enrica Collotti Pischel e Raffaella Scardi (a cura di)

Franco Angeli, Milano 2000

Il volume raccoglie i testi, ben venticinque, di altrettanti seminari sul tema dell'identità ebraica contemporanea, della sua storia pregressa e di quella attuale. La raccolta si presenta come un utile strumento di formazione universitaria ma si pone un obiettivo più ampio: quello di proporre a un pubblico di non specialisti un materiale di riflessione e divulgazione storica qualificata. Il libro, infatti, non può definirsi un semplice manuale. L'esposizione sintetica dei principali snodi della storia ebraica evidenzia, nella narrazione, i problemi e le difficoltà su cui vertono attualmente l'indagine storiografica e la riflessione intellettuale e politica interna all'ebraismo. Considerando l'insieme dei saggi, l'esperienza storico-esistenziale della diaspora ebraica appare segnata da quattro momenti fondamentali: la reclusione nei ghetti (Vivanti, Foa, Laras), l'acquisizione - nel corso dell'Ottocento - dell'uguaglianza civile e politica (Bidussa), l'antisemitismo sfociato nella persecuzione nazista (Sarfatti, Cavarocchi, Minerbi, Collotti Pischel, Collotti, Levi della Torre), l'emergere del sionismo (Bidussa) e la nascita - dello stato di Israele (Sacerdoti). Questi eventi avrebbero inciso in maniera determinante sui processi di auto- percezione e identificazione collettiva, generando comportamenti e sentimenti ambivalenti al limite del disagio esistenziale: la volontà di conservare una differenza, sia culturale che religiosa, e insieme l'esigenza diffusa di conquistare - sul piano individuale e collettivo - una piena e completa legittimazione sociale (Meghnagi). La cifra religiosa, intellettuale e strettamente culturale della vicenda ebraica, emerge dalle pagine del libro come l'elemento irrinunciabile e assolutamente prioritario nella trasmissione di un'identità distinta e nella sedimentazione di una memoria condivisa (Colombo, Luzzatto, Mortara). È l'idea forza che circola, in chiaro o sotto-testo, in tutti i contributi raccolti nel volume. Un'identità che la nascita dello stato d'Israele, quale espressione politica e territoriale, laica e tangibile del "popolo" ebraico, ha rimesso in discussione complicandone i confini (Sacerdoti, Segre, Sassoon, Bianchi, Scardi, Ben Shimon, Barnavi, Diskin). Il pregio del libro è quello di offrire, nell'apparente dispersione dei temi affrontati, un punto di partenza sintetico ma efficace per riflettere su certi nodi ancora controversi della storia e dell'identità ebraica. In questo senso il richiamo alle più recenti vicende israeliane può indicare, a ritroso, le ambiguità e le zone d'ombra del percorso identitario e integrativo otto-novecentesco su cui lo storico è chiamato a fare luce. Il limite - dichiarato - è quello di porre l'antisemitismo al centro della scena, come elemento qualificante dell'intera storia dell'ebraismo moderno, sacrificando, in questa distorsione prospettica, lo snodo dell'emancipazione e l'individuazione delle radici etnico-sociali, della matrice endogena di molte dinamiche identitarie.


Barbara Armani