SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Heydrich e la soluzione finale. La decisione del genocidio

Edouard Husson

Torino, Einaudi, X-405 pp., € 32,00 (ed. or. Paris, 2008) 2010

L'argomento di questo volume è espresso con precisione nel suo titolo: si tratta, infatti, di un tentativo di ricostruire il ruolo di Heydrich nella decisione di sterminare gli ebrei europei. Il libro si colloca quindi nel quadro dell'ormai ampio dibattito storiografico circa il processo decisionale che portò alla «soluzione finale», al quale esso offre essenzialmente un duplice contributo. In primo luogo, l'a. mette in luce come il verbale della conferenza di Wannsee del gennaio 1942 sia, in realtà, ampiamente debitore di progetti elaborati anteriormente proprio da Heydrich, a partire già dall'estate del 1940; in secondo luogo, propone di datare al novembre 1941 la decisione di Hitler di estendere la «soluzione finale» della questione ebraica all'intero territorio sotto controllo tedesco (cap. XII), riprendendo una tesi già proposta in un volume precedente (Endlösung. Soluzione finale. «Noi possiamo vivere senza gli ebrei». Adolf Hitler, 5 novembre 1941, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2007). Più precisamente, Husson propone una ricostruzione che colloca a novembre l'ultimo di tre diversi «impulsi» del dittatore nazista in direzione di una radicalizzazione della politica antiebraica. I due precedenti sono invece fatti risalire al luglio 1941, con l'intensificazione e generalizzazione dei massacri già in corso in Urss, e al settembre 1941, in coincidenza con la decisione di deportare verso est gli ebrei tedeschi, austriaci e cechi. Peraltro, l'a. attribuisce lo sterminio degli ebrei sovietici, «che […] continuò, fino al 1944, con una propria logica e propri metodi» (p. 162) ad un ordine «espresso da Hitler prima dell'inizio della campagna di Russia» (p. 160) e dunque ancora precedente al primo dei «impulsi» succitati. Tali affermazioni si basano essenzialmente su una rilettura, fatta alla luce della vasta storiografia disponibile sull'argomento (che Husson mostra di conoscere approfonditamente) di una varietà di fonti spesso già note agli storici, ma dalle quali emergono elementi, finora trascurati, di notevole importanza ai fini dell'analisi - come nel caso dei discorsi di Hitler nel periodo tra fine ottobre e metà novembre 1941 e delle Direttive per il trattamento della questione ebraica.La pur innovativa indagine condotta sulla decisione e l'esecuzione dello sterminio degli ebrei europei è, comunque, solo uno dei punti d'interesse del volume. Per mettere in luce il ruolo svolto da Heydrich, infatti, l'a. deve riesaminare vari aspetti della politica nazista tra il settembre 1939 e il gennaio 1942. In tal modo, il lettore ha l'opportunità di dare uno sguardo ravvicinato ai meccanismi di funzionamento del regime nazista, e di trarre dall'analisi di questi ultimi indicazioni utili per lo studio di qualsiasi sistema o movimento politico basato su una leadership carismatica. Meritano infine una segnalazione le penetranti osservazioni sulla biografia e la personalità di Heydrich presenti nel primo capitolo e nell'epilogo, che tratteggiano il quadro inquietante di una personalità dotata di talenti ragguardevoli, purtroppo messi al servizio di quella che non può essere definita altrimenti che una colossale impresa criminale ideologicamente motivata.


Antonio Ferrara