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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Niccolò Puccini. Un intellettuale pistoiese nell'Europa del primo Ottocento

Elena Boretti, Chiara D'Afflitto e Carlo Vivoli (a cura di)

Firenze, Edifir, pp. 270, euro 19,70 2001

Questo volume riproduce fedelmente gli atti del convegno di studi tenutosi a Pistoia il 3 e 4 dicembre 1999 e porta un contributo documentario alla conoscenza di un personaggio del resto già noto agli studiosi dell'Ottocento toscano. La vita di Niccolò Puccini fu segnata dalla dolorosa condizione della infermità fisica, ma anche da una notevole disponibilità economica e da un percorso intellettuale e politico caratterizzato da autonomia ed originalità. Proprietario terriero e solo erede di una cospicua fortuna, quest'uomo coltissimo si emancipò presto dall'educazione cattolica e provinciale grazie agli stimoli del tradizionale viaggio di istruzione nell'Europa del nord, entrò in corrispondenza con i maggiori intellettuali del tempo e si dedicò con impegno alla filantropia e al mecenatismo lasciando un segno importante nella sua città. Puccini fu probabilmente assai vicino a diversi esponenti della Carboneria e forse finanziatore di iniziative ad essa collegate almeno fino alla metà degli anni trenta, quando cominciò ad avvicinarsi ai moderati toscani, e in particolare a Capponi. Tuttavia le simpatie iniziali e un orientamento culturale di fondo laico e ?repubblicano? lasciarono un segno preciso in operazioni culturali chiaramente ispirate a esperimenti dell'età rivoluzionaria e napoleonica e collegate all'episodio pistoiese degli ?Onori parentali ai grandi italiani? dei primi anni venti. Nacque così la singolare galleria degli illustri nel parco di Scornio ? documentata anche dall'apparato iconografico del volume ? che, in piena Restaurazione, comprendeva un monumento a Napoleone e ardite epigrafi dovute alla penna di Leopardi, Giordani, La Farina. A Scornio si teneva anche la ?festa delle spighe? destinata all'educazione del popolo. Ma in questi esperimenti pedagogici non mancava un versante imprenditoriale (che ? uscendo dall'ambito strettamente locale ? andrebbe paragonato ai progetti di Confalonieri messi in luce da Meriggi in Milano borghese). Trovava così posto in questo contesto anche un caffè degli animali parlanti che evocava nel nome il poema di Casti il cui tema era la ribellione degli animali di una fattoria che decidevano di fondare una repubblica. ?I temi ? scrive L. Dominici ? sono quelli cari al Puccini: la polemica contro l'assolutismo dispotico e al tempo stesso la sfiduciata riflessione sull'incapacità delle masse di governarsi? (p. 52). Il volume, che oltre alle parole introduttive di Sisi include ben quattordici contributi, è segnato da una prospettiva talvolta eccessivamente frammentaria e localistica, e quindi risulta nell'insieme poco capace di valorizzare elementi di comparazione che avrebbero consentito di situare meglio Puccini in un contesto non solo italiano ma europeo. Ha però il merito di mettere insieme una abbondante messe di dati e di notizie anche sulla vita culturale di Pistoia, sulla circolazione dei libri, sul commercio librario e sulle biblioteche pubbliche e private, talvolta decisive in una città caratterizzata da un gran vuoto culturale (cfr. i contributi di Melosi e Volpi).


Ilaria Porciani