SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La Società Produttori Sementi 1911-2011. Alle origini del made in Italy

Emanuele Felice

Bologna, il Mulino, 400 pp., Euro 36,00 2011

L'a. racconta con grande dettaglio la storia di un successo sostanziale, al di là dei chiaroscuri inevitabili sul lungo periodo. Il luogo della storia è Bologna. Al punto di partenza, nel 1911, troviamo una cooperativa, detta Prosementi per brevità, della quale sono soci alcuni tra i più importanti agrari della provincia, interessati alla sperimentazione di sementi elette per migliorare la produttività dei terreni. Sono gli stessi che, grazie alla loro presenza negli organi direttivi della Cassa di risparmio, contribuiscono al finanziamento della cooperativa. A guidare la nuova società, un professore della Facoltà di Agraria dell'Università bolognese, Francesco Todaro, che segue la linea di ricerca della selezione delle «razze pure» del frumento, per individuare le più resistenti alle malattie parassitarie e all'allettamento, per assicurare prodotti migliori in quantità e qualità. I fattori in gioco sono terra, interesse privato, finanza, scienza e, indirettamente, l'interesse generale. Al punto di arrivo dei cent'anni, nel 2011, troviamo che la Prosementi è diventata una «impresa strumentale», senza fini di lucro, della Fondazione della Cassa di risparmio di Bologna, e il suo scopo principale è l'innovazione scientifica, particolarmente in ambito cerealicolo, perseguita con le più avanzate tecnologie disponibili a livello mondiale. Le sue sementi, frutto di incroci artificiali, conquistano mercati esteri e soprattutto si riversano direttamente nella filiera agro-industriale, grazie a contratti con il marchio leader della pasta, Barilla, con forti reciproci benefici, in un mercato in forte espansione. Nel 2009 l'Emilia Romagna ha una resa per ettaro del frumento duro più che doppia rispetto a quella della Puglia e della Sicilia, storici granai che dedicano a questa coltura superfici quattro o cinque volte superiori a quella emiliana; e nella somma della produzione di frumento tenero e frumento duro la regione è di gran lunga il primo produttore nazionale. I fattori in gioco sono interesse generale, scienza, finanza, settore agro-industriale, interesse privato.Considerando la gravità e vastità degli avvenimenti occorsi in questi cent'anni, le trasformazioni epocali compiute e in via di compimento, giustamente la Società produttori sementi vuole sottolineare l'importanza della sua continuità, il livello di eccellenza oggi raggiunto nella ricerca genetica e il ruolo strategico nell'affermazione di un segmento significativo del made in Italy. Certamente le grandi tematiche che si vedono o, più spesso, intravedono di scorcio da questa angolazione così mirata sono molteplici, e la più rilevante è la capacità dell'agricoltura di sfamare un numero crescente di persone, cominciando a farsi carico dei problemi della sostenibilità ambientale. Forse l'approccio tecnico di una storia aziendale appare talora al lettore troppo vincolante.


Giacomina Nenci