SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Le religioni della politica. Fra democrazie e totalitarismi

Emilio Gentile

Roma-Bari, Laterza, pp. 250, euro 15,49 2001

Esiste una dimensione oscura della vita collettiva, che attinge ai sentimenti e all'irrazionale, è affine all'esperienza religiosa e si è riversata a partire dalle rivoluzioni di fine Settecento nella sfera della politica, generando credenze, miti, simboli e riti che hanno contrastato e spesso soppiantato quelli della religione tradizionale. La ?sacralizzazione della politica? è fenomeno moderno, legato ai processi di secolarizzazione, nascita di una sfera autonoma della politica, trasformazione dei rapporti stato-chiesa. Pur avendo origine nelle rivoluzioni democratiche, ha conosciuto la sua massima espressione nei movimenti e nei regimi totalitari del XX secolo: l'autore distingue tuttavia ?religione civile?, che è propria delle democrazie e salvaguardia il pluralismo, e ?religione politica?, intollerante e monistica, tipica dei totalitarismi. Il volume costituisce un'introduzione critica a questi temi, sulla scia di precedenti lavori di Gentile, come in particolare Il culto del littorio. Tocqueville trovava nella democrazia americana la perfetta combinazione di ?spirito religioso e di spirito di libertà?: una fusione che nasceva da un sincretismo tra protestantesimo, illuminismo, repubblicanesimo, e aveva dato origine ad una religione laica in cui venivano venerati allo stesso tempo un Dio trascendente e le libertà civili. Nella Francia della Rivoluzione, l'erezione di nuovi simboli come l'albero della libertà e la coccarda tricolore aveva contrapposto alla religiosità tradizionale un inedito intreccio di politica e religione, nato dal culto delle leggi e istituzioni rivoluzionarie e della ?Trinità laica? di libertà, fraternità e uguaglianza. I nazionalismi sacralizzarono più tardi la nazione stessa, inculcando nel cittadino quella ?religione della patria? che avrebbe conosciuto il suo culmine nella prima guerra mondiale. L'espressione più estrema della sacralizzazione della politica fu però dispiegata con il sorgere dei regimi totalitari che espressero le loro ideologie in religioni politiche dogmatiche e intolleranti, sostenute da un pensiero mitico monistico, dal culto del capo carismatico, da liturgie obbligatorie. Di fronte ai totalitarismi presero forma alcune delle principali analisi della sacralizzazione della politica: ad esempio negli scritti di Rudolf Rocker, Eric Voegelin e Raymond Aron che parlarono tra i primi di ?religione politica?. Questi interpreti si muovevano sulla scia di una tradizione filosofica risalente alla ?religione civile? di Rousseau; e nel solco delle analisi dedicate alla funzione sociale della religione da parte di studiosi come Gustav Le Bon, Emile Durkheim e Rudolf Otto. L'autore offre soprattutto un quadro teorico ? attraverso una rassegna di interpretazioni e testimonianze ? su di una dimensione fondamentale della politica moderna, il cui studio deve però continuare ad essere approfondito nei suoi luoghi di produzione e ricezione, per comprendere se e in che modo essa sia entrata nella coscienza dei singoli, influenzandone e condizionandone le visioni, le scelte, le stesse esistenze.


Simon Levis Sullam