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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'Editore Luigi Mongini e la diffusione del marxismo in Italia (Catalogo storico 1899-1911)

Emilio Gianni

Milano, Edizioni Pantarei, pp. 251, euro 10,00 2001

Patrocinato dall'Istituto di studi sul capitalismo di Genova, il volume offre una ricca documentazione sulla breve attività editoriale di Mongini, il cui nome è legato alla pubblicazione a dispense delle opere di Marx e Engels. La parte più cospicua dell'opera è occupata da una sezione Allegati (pp. 53-210) che presenta l'intera produzione di libri, opuscoli e periodici della casa editrice, attiva come ?Luigi Mongini Editore? dal 1899 al 1909, anno di morte del fondatore, e poi fino al 1911 come ?Libreria Editrice Luigi Mongini?; e da una Appendice (pp. 211-36), che contiene un repertorio biografico dei principali autori e traduttori delle opere. Il catalogo delle edizioni, ricostruito da Gianni con precisione e dovizia di informazioni bibliografiche, è proposto prima per ordine alfabetico degli autori (in tutto 115), poi per anno di pubblicazione; ed è seguito dalla riproduzione di un catalogo a stampa del 1909 che elenca, oltre a quelle pubblicate in proprio, anche ?opere di altrui edizione? che la libreria editrice offriva ?per comodità dei suoi corrispondenti? (p. 159). Nella prima parte del volume è delineato un profilo di Mongini: ?appunti biografici in luogo di una biografia?, recita il titolo, in quanto ben poco si sa di lui, al di là delle iniziative editoriali e all'attività politica come amministratore di periodici socialisti, e poi segretario amministrativo del Psi. A corredo di questi scarni ?appunti?, l'autore riproduce una genealogia plurisecolare della famiglia ricostruita, non si capisce con quanta attendibilità, da uno degli eredi, e presenta poi dei medaglioni sui quattro fratelli di Luigi, anch'essi più o meno coinvolti in attività politiche tra Risorgimento, associazionismo, socialismo e fascismo. L'attenzione maggiore è rivolta comunque alla più rilevante impresa editoriale: gli scritti di Marx, Engels e Lassalle, che comparvero a fascicoli a partire dal 1899. Gianni ne sottolinea a ragione l'importanza e soprattutto la peculiarità nel panorama del socialismo italiano di fine secolo, più incline al pragmatismo che alla teoria. Meno a ragione, tuttavia, egli la ascrive a merito di un gruppo socialista romano che a fine secolo avrebbe soppiantato il gruppo milanese sul terreno della elaborazione culturale (p. 39). Meno a ragione, perché, come lo stesso autore sottolinea, al centro di quell'impresa e dell'intero progetto della casa editrice era Ettore Ciccotti, che non da Roma ma a Milano per tutti gli anni '90 si era sistematicamente contrapposto a Turati e al gruppo della ?Critica sociale?, e che solo a partire dal 1900, eletto deputato, avrebbe fatto capo alla capitale. A Milano, dove aveva già collaborato insieme alla moglie, traduttrice dall'inglese, con Max Kantorovicz, altro editore milanese vicino ai socialisti, Ciccotti conobbe Mongini ed elaborò il progetto di traduzione dei classici del socialismo, probabilmente in parallelo con l'altro grande progetto editoriale, la Biblioteca di storia economica, concepito sin dal 1898 e realizzato a partire dal 1903.


Alfio Signorelli