SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il giovane Dossetti. Gli anni della formazione 1913-1939

Enrico Galavotti

Bologna, il Mulino, 250 pp., euro 18,50 2006

Man mano che diventano accessibili nuove documentazioni, si è in grado di fare progressi significativi nelle ricerche sulla storia politica, religiosa ed intellettuale italiana del Novecento. Non si pensi però che l'accessibilità dei documenti significhi una loro facile invenzione o consultazione. L'accuratissimo studio che Enrico Galavotti ha dedicato agli anni formativi di Giuseppe Dossetti è un ottimo esempio di quanto la fatica della ricerca storica sia ancora notevole. Con grande acribia questo studioso si è dovuto infatti confrontare con una vicenda niente affatto semplice, perché spaziava dalla formazione del futuro leader della sinistra cattolica nel suo ambiente di nascita, la Reggio Emilia dei primi del Novecento, al suo approdo all'Università Cattolica a Milano con tutto ciò che questo ha significato. La ricostruzione della parte reggiana è veramente un'opera rilevante, non solo per l'infinita pazienza con cui Galavotti ha ricostruito anche gli aspetti più minuti (la scuola elementare e la prima esperienza nella parrocchia di Cavriago, paese di residenza dell'infanzia dossettiana), ma per il notevole acume con cui ha indagato la fase adolescenziale e post-adolescianziale, gli anni del liceo a Reggio e dell'università a Bologna. Il compito era tutt'altro che facile, poiché si intrecciavano elementi in parte noti (il suo rapporto con la spiritualità complessa di don Dino Torreggiani, un prete carismatico che lo porta a contatto tanto con i poveri quanto con l'ascesi personale) ed altri sui quali o non si sapeva nulla o si sapeva molto poco. Ai primi appartiene il percorso dentro il Liceo, con le sue inevitabili tangenzialità con il contesto del fascismo al potere. Qui Galavotti ha con rigore portato alla luce un percorso che queste tangenzialità non ha potuto evitare (coinvolgimenti marginali nelle organizzazioni giovanili fasciste e qualche suggestione per i miti dell'epoca) ad onta della rimozione totale di questa parentesi nella memoria dello stesso protagonista. Naturalmente una parte molto interessante riguarda la ricostruzione della esperienza di Dossetti in Cattolica, dove entra in contatto con Lazzati, La Pira, Fanfani ed altri, ma soprattutto con la controversa personalità del «Magnifico Terrore», come veniva neanche tanto scherzosamente chiamato il padre Agostino Gemelli. È anche questo un rapporto complesso, in cui il vulcanico francescano sente il fascino di quel giovane abbastanza anomalo (per esempio non molto produttivo quanto ad opere scientifiche, nonostante una applicazione di studio notevole e costante), ma in cui anche il giovane intellettuale specifica un percorso da cui trarrà una serie di elementi e di giudizi sul cattolicesimo, sulla spiritualità, sul rapporto fra la fede e le opere che influenzeranno in maniera notevole il suo più noto percorso successivo. L'analisi è un po' troncata alla data del 1939, che non è compiutamente periodizzante, ma ciò è dovuto più che a scelte dell'autore a circostanze esterne (la necessità di far uscire questo lavoro per il decennale della scomparsa di Dossetti).


Paolo Pombeni