SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La Chiesa e la questione sociale. Il caso di Bergamo

Ermenegildo Camozzi (a cura di)

prefazione di Paolo Tedeschi, Roma, Edizioni Lavoro, 256 pp., euro 18,00 2008

Non si può dire che il ruolo di Bergamo nella genesi del movimento sociale cattolico sia una realtà poco indagata a livello storiografico (con ottime ragioni, naturalmente). Ma questo volume curato da don Ermenegildo Camozzi ha un profilo significativo nella vasta bibliografia sull'argomento, costruito com'è su un carteggio inedito tra la Diocesi bergamascae la Santa Sede (1909-1921), conservato nell'Archivio Segreto vaticano e qui presentato con utili pagine d'inquadramento e una serie di profili biografici in apparato. La prefazione di Paolo Tedeschi introduce in modo efficace nella sostanza originale del libro. Il carteggio pubblicato, annota Tedeschi, offre indicazioni molto interessanti circa «il contrasto evidente fra il ruolo e le iniziative attuate dal sindacato cattolico, capace di ricorrere all'extrema ratio dello sciopero, e i dirigenti più moderati del movimento cattolico bergamasco preoccupati della possibile deriva del locale movimento sindacale verso le posizioni massimaliste della Camera del lavoro», (p. ??) tra le apprensioni di una Santa Sede attenta a raccogliere informazioni, ma anche pronta a sopravvalutare l'entità e l'effettiva portata del «pericolo rosso» in contesti saldamente «bianchi» come quello bergamasco. Nel testo si susseguono gli scambi di vedute e di indicazioni operative tra il cardinal Rampolla e il canonico Portaluppi, tra Medolago Albani e il cardinale Merry Del Val, tra il vescovo Marelli, monsignor Merati e vari esponenti della Segreteria di Stato vaticana. Sono però presenti anche le lapidarie prese di posizione di Pio X ? molto critico verso la solidarietà del vescovo Radini Tedeschi con gli scioperanti e nei confronti di alcune dichiarazioni di sacerdoti impegnati nel cattolico Ufficio del lavoro ? e le puntualizzazioni dottrinali di Benedetto XV. Ne emerge l'ennesima conferma di quanto la Santa Sede paventasse una possibile equiparazione, agli occhi dell'opinione pubblica, del movimento delle leghe «bianche» con le leghe di ispirazione socialista; un timore che raggiunse l'apice in occasione dello sciopero di Ranica, presso Bergamo, dove nel 1909 la rappresentanza sindacale cattolica presente nel cotonificio Zopfi proclamò lo sciopero non solo per ottenere la riduzione dell'orario e miglioramenti salariali, ma anche per vedere ufficialmente riconosciuto il proprio ruolo nel nuovo regolamento di fabbrica. I carteggi documentano le vicende e scissioni «intestine» avvenute nel corso del primo dopoguerra (l'adesione dell'Ufficio del lavoro alla neonata Cil, la successiva creazione della dissidente Unione del lavoro di Romano Cocchi, pure aderente alla Cil), che tante angosce crearono nel vescovo Marelli. E non mancano neppure ? motivo di interesse non secondario ? le considerazioni di un giovane don Angelo Roncalli che già si caratterizza come prudente osservatore e interprete dei fatti, delle personalità e dei valori in gioco.


Monica Vanin