SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Studi sull'elitismo

Ettore A. Albertoni e Paolo Bagnoli

Milano, Giuffré, pp. XXII-200, euro 20,66 2001

Il libro si compone di due parti: la prima, di Ettore A. Albertoni, è L'elitismo politico rivisitato, la seconda, di Paolo Bagnoli, è L'elitismo democratico in Italia: Gobetti-Dorso-Burzio-Rosselli. Albertoni offre una riflessione sulla teoria delle élites che proviene da uno studioso che, come lui, ha dedicato all'argomento numerosissimi studi: quello presente nel volume non è un contributo di ricerca, ma il punto sullo stato dell'arte in questo settore particolare legato ai nomi di Mosca, Pareto e Michels. Bagnoli invece legge il modo in cui questa stessa teoria delle élites è presente nei quattro autori italiani citati nel titolo. Sia Albertoni sia Bagnoli insegnano Storia delle dottrine politiche: è nell'ambito di questa disciplina che viene letta la teoria delle élites. Questo si traduce in una ricostruzione del pensiero dei vari autori trattati che tiene conto anche del contesto storico, politico e intellettuale nel quale essi si muovevano. Anche Bagnoli si è occupato a più riprese degli autori presenti nella sua ricerca, con l'eccezione di Dorso, al quale si accosta qui per la prima volta. Il volume è percorso da una convinzione forte, che emerge soprattutto nel saggio di Albertoni, secondo la quale la teoria delle élites possiede una validità teorica e pratica ormai ampiamente riconosciuta che ha fatto sì che lo studio della politica assumesse una dimensione empirica e realistica (cfr. pp. XXV-XXVI). A questo si accompagna una interpretazione del processo unitario italiano che si traduce immediatamente in presa di posizione politica. Albertoni è convinto infatti che l'unità d'Italia rappresenti qualcosa di fittizio che si è sostituito dall'alto alle effettive e ricche realtà cittadine. L'Italia risulta in queste pagine una invenzione che servì a coprire le ambizioni dei re sabaudi: insieme al misticismo unitario di Mazzini e alla necessità di un mercato unito, è in queste che si devono trovare le motivazioni dell'unità nazionale. L'Italia ha avuto così uno Stato paternalista nel quale si sono incontrate la tradizione centralistica dei Savoia con quella regalistica (centralistica e pre-moderna) di Napoli e della Sicilia. A questo punto la teoria delle élites si salda con la politica odierna, e Gaetano Mosca appare, proprio perché teorico delle élites, un acuto lettore dell'assenza di liberalismo dello Stato italiano quando si oppone allo Stato prepotente, all'unità italiana realizzata dall'alto, al soffocamento delle energie locali da parte del potere burocratico, alla classe politica ?romana?. Queste caratteristiche della vita politica italiana ostacolano, secondo Mosca e secondo Albertoni, la formazione e la circolazione di minoranze organizzate capaci di governare. Nessuno si stupirà di ritrovare in queste tesi le posizioni della Lega Nord, partito nel quale Albertoni si riconosce.


Michela Nacci