SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La questione meridionale. La storia, le diverse interpretazioni,

Eugenio Zagari, Pio Zagari

Torino, Giappichelli, 222 pp., euro 20,00 2008

È un’efficace sintesi della storia della questione meridionale e delle sue «interpretazioni» quella che Eugenio e Pio Zagari ci offrono in questo libro. L’obiettivo dei due aa. è quello di sistematizzare dal punto di vista storico e interpretativo la questione meridionale così come si è venuta configurando dal 1600 a oggi. Nella prima parte del volume, organizzata cronologicamente e tematicamente in sette capitoli, la questione meridionale viene letta attraverso i suoi maggiori interpreti. Scritta con chiarezza e maestria, anche se non si possono non rilevare dei refusi (Tronchetti al posto di Franchetti), essa è suddivisa a sua volta in due partizioni: la prima dalle origini fino al primo decennio del ’900; la seconda, dall’immediato secondo dopoguerra ai giorni nostri. Dal dibattito che caratterizza l’età liberale Zagari passa direttamente al secondo dopoguerra, ad evidenziare gli aspetti vecchi e nuovi del meridionalismo che nel corso della ricostruzione prima, e del processo di industrializzazione del Sud poi, hanno determinato le politiche d’intervento nel Mezzogiorno. Resta tuttavia singolare, in un’analisi attenta e cronologicamente scandita per periodi significativi ai fini di una comprensione generale, il vuoto relativo al ventennio del fascismo. Oltre ad una rivista specifica, «Questioni Meridionali», pubblicata nella gli anni ’30 e diretta da G. Cenzato, F. Giordani, G. Olivetti, non si può sottacere il ruolo avuto da A. Serpieri e dalla sua scuola, o da un istituto come l’Inea, su grandi questioni come la trasformazione del latifondo meridionale, la colonizzazione interna, la costituzione della piccola proprietà contadina, ecc. Meritano alcune considerazioni le pagine scritte da P. Zagari in cui si analizza il dibattito sulla questione meridionale attraverso l’esame di alcune interpretazioni, fra cui quella «politico economica», «storico-sociologica», «storico-istituzionale». Per quanto riguarda l’analisi storico-sociologica, mi sembra che l’a. sottovaluti il rapporto tra storia della questione meridionale e storia del Mezzogiorno esplicitato nella presentazione della rivista «Meridiana», per cui le considerazioni finali che egli sviluppa sono fortemente condizionate da una visione non chiara rispetto agli obiettivi del gruppo dell’Imes né ai risultati raggiunti da una stagione storiografica sulla storia del Mezzogiorno. Non c’è stata una «contrapposizione al punto di vista strettamente economico», né un rifuggire dai «modelli macroeconomici», che invece sono stati studiati per comprendere le realtà arretrate, né un’analisi concentrata «solo sulla storia locale». La complessità del Mezzogiorno, la sua diversità territoriale, le forti contraddizioni interne hanno portato a considerare il Mezzogiorno come parte integrante del sistema economico nazionale, tant’è che il rapporto con il mercato, con lo Stato sono stati temi centrali di analisi e di discussione dell’Imes. Come tutte le stagioni storiografiche, molte delle categorie interpretative nel corso degli anni sono state discusse, riviste, sostituite. Ma questo è il naturale percorso della ricerca storica, del suo continuo aggiornamento, della sua stringente attualità.


Carmelo Pasimeni