SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Benedetto Croce and Italian fascism

Fabio Fernando Rizi

Toronto-Buffalo-London, University of Toronto Press, pp. 322, $ 60.00 2003

L'atteggiamento di Croce di fronte al fascismo nascente e poi la sua azione politico-culturale durante il ventennio costituiscono il capitolo della sua biografia che più è stato discusso e sul quale si è più vivacemente polemizzato. Si sono fatti puntigliosi inventari delle ?miopie?, delle ?debolezze?, delle ?contraddizioni? che precedettero il passaggio all'opposizione, si è giudicato puramente contemplativo e passivo il suo successivo antifascismo. Si trattò ? come ormai è noto ? di un'operazione politico-culturale che aveva lo scopo di mettere radicalmente in discussione l'ampio prestigio che la figura di Croce riscuoteva ancora alla fine della guerra e di raccoglierne in qualche modo l'eredità. Come di altri protagonisti di quegli anni cruciali, anche di Croce bisogna invece riscoprire da vicino pensieri, nuances di atteggiamenti e perplessità, rispettandone innanzitutto la logica interiore e ascoltandone le ragioni, in modo da far riacquistare alla sua varia azione politica i suoi tratti, la sua plausibilità, il suo significato storico. Questo libro dà un buon contributo in questo senso. L'autore, emigrato negli anni Cinquanta in Canada e per anni responsabile dell'Italian Books Collection delle Toronto Public Libraries, traccia per un pubblico di lingua inglese la biografia politica di Croce dal 1922 al 1945, ma non trascura di dare notizie e valutazioni anche sulla sua attività precedente e successiva. Entra parcamente nel merito dell'evoluzione del suo pensiero e nemmeno discute a lungo la natura e le caratteristiche del suo liberalismo: ma le vicende biografiche propriamente dette sono composte in una narrazione equilibrata, ricca di particolari ed esauriente. Le fonti a stampa sono controllate con buona padronanza, molto interessanti sono i sondaggi nei fondi documentari dell'Archivio Centrale dello Stato (elenco alle pp. 295-296, ma anche pp. 176-177, dove si accenna ai 1.368 fascicoli che raccolgono per corrispondente le lettere in arrivo trascritte dalle autorità di polizia). Nessun aspetto dell'attività del filosofo viene trascurata: da quella editoriale ai suoi viaggi in Italia e all'estero, alla rete di amicizie e di contatti che intrattenne in vari ambienti, al suo atteggiamento rispetto a momenti nodali della politica fascista, la guerra d'Etiopia come le leggi razziali. Non emergono forse grandi novità rispetto a quello che già si sapeva, ma per la prima volta si è compiuto un ragionato inventario del già noto e lo si è ordinato in un quadro d'insieme piuttosto soddisfacente. Emerge dal libro di Rizi la grande importanza dell'azione che Croce svolse in quel ventennio in Italia, certo all'interno di un ambiente sociale e culturale ristretto, ma decisivo per la formazione delle élites dirigenti del paese, e ancora una volta (pp. 208-212) il problema di questo strano ?totalitarismo imperfetto? che lasciò una relativa libertà a quello che appariva come il capo dell'opposizione intellettuale interna.


Roberto Pertici