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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Francesco Salvioli e la prima amministrazione socialista di Mirandola (1901-1903)

Fabio Montella (a cura di)

Mirandola (Mo), Baraldini, pp. 131, s.i.p. 2003

L'attenzione degli storici per le trasformazioni della politica e dell'amministrazione locale d'inizio ?900 ha ricevuto negli ultimi tempi nuova linfa e nuovi stimoli anche grazie alla consapevolezza di quanto divenissero sempre più comuni e generalizzati i problemi connessi al governo municipale nell'Europa di quel periodo. Il volume che raccoglie gli atti del convegno dedicato alla prima amministrazione socialista del Comune di Mirandola fornisce utili spunti in tale direzione, tentando di collegare la dimensione locale di un Comune piccolo della Bassa modenese alle questioni che arrovellavano il movimento socialista nazionale e internazionale. Nell'intervento di Patrizia Dogliani si può infatti cogliere come, nonostante le diffidenze della II Internazionale verso il cosiddetto ?socialismo del gas e dell'acqua?, si creasse agli inizi del secolo una fitta rete di amministratori, studiosi, funzionari e cooperatori riformisti che, partendo dal municipalismo di socialisti belgi, francesi, tedeschi, austriaci e dei fabiani inglesi, trasmetteva anche a personaggi ed esperienze italiani temi e soluzioni quali la municipalizzazione dei servizi pubblici e la coalizione dei consumatori cittadini contro i monopoli privati. Che le vicende del Comune di Mirandola fossero significative lo possiamo ricavare poi dagli interventi di Giuliano Muzzioli e Giovanni Taurasi, che richiamano la centralità di un'area investita in quegli anni, grazie alla bonifica di Burana, da una trasformazione capitalistica delle campagne che contemplava accanto alla modernizzazione economica, sacche estese di povertà ed alti livelli di emigrazione. È proprio a causa delle divisioni tra i socialisti riformisti alla guida del Comune e i sindacalisti rivoluzionari alla guida dell'ampio settore bracciantile, che cade dopo appena due anni nel 1903 la giunta del sindaco Salvioli, dopo aver comunque impostato una politica di municipalismo socialista. In questa breve fase sono dunque condensati alcuni dei motivi e dei limiti che segnano la formazione delle regioni rosse, e i cui elementi di socialismo democratico Valdo Spini nelle sue conclusioni tenta di individuare nel lungo periodo fino all'età repubblicana. Si tratta ovviamente di temi fondamentali nella storia del movimento operaio che rimandano ad una riflessione più ampia sul ruolo del riformismo socialista e sulla sua incapacità di rappresentare un progetto alternativo nazionale vincente specialmente nella fase finale dell'età giolittiana, riflessione che il convegno di Mirandola può solo stimolare. Tuttavia il volume costituisce un ulteriore utile tassello per la ricostruzione di una storia d'Italia tra centro e periferia.


Giovanni Schininà