SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La politique au naturel. Comportement des hommes politiques et représentations publiques en France et en Italie du XIXe au XXIe siècle

Fabrice d'Almeida

Roma, École française de Rome, 525 pp., Euro 64,00 2007

L'ampia ricerca di Fabrice d'Almeida, specialista di storia della comunicazione politica nel XX secolo, intende ricostruire i comportamenti pubblici dei politici e le loro rappresentazioni in una dimensione comparata - Italia e Francia - e di lungo periodo - dall'800 fino ai nostri giorni. Assunto dell'a. è che nel periodo considerato venga messa in atto una «naturalizzazione della politica», per la quale «i candidati sono ormai valutati seguendo dei criteri come la loro sagacia, la loro intelligenza potenziale, la loro bellezza, la potenza del loro corpo, la loro età o il loro peso, alla stessa maniera in cui si valutano i cani di combattimento o i galli nei recinti clandestini presenti a Bali o altrove» (p. 3). Al riguardo, precisa l'a., «questo mito della naturalezza al servizio della politica garantiva la superiorità di questa attività su tutte le altre» (p. 4); si sarebbe così prodotto un processo di «naturalizzazione» (una delle molteplici accezioni che assume questo termine nell'età contemporanea di cui rende conto l'a.) del corpo dei politici, nel quale «la dignità diventa la nozione chiave del comportamento» (p. 4). Un corpo e dei comportamenti declinati quasi esclusivamente al maschile, per la ristretta presenza femminile nella politica, ma che sarebbe utile indagare maggiormente in una dimensione di genere, visti gli spunti interessanti presenti nella conclusione (pp. 471-472).Strumenti della rappresentazione dei politici sono le fonti iconografiche classiche, quali le incisioni, i disegni, i dipinti, ma soprattutto, nel XX secolo, i ritratti fotografici e le fotografie che riproducono i loro comportamenti, filmati, reportages di viaggi o visite pubbliche, fino alle immagini prese dai cittadini comuni. Si tratta di un patrimonio documentario assai ricco e diversificato nei due paesi, anche per la possibilità di accesso e la sensibilità pubblica mostrata per la sua conservazione; per limitarci a pochi esempi, l'Agence France Presse, che apre generosamente i propri archivi ai ricercatori, e l'Institut National de l'Audiovisuel (INA) sono senza uguali in Italia.Questo ampio e complesso materiale è organizzato in tre parti al fine di illustrare «la trasformazione dei comportamenti, dalla gravità e dalla dignità verso nuovi atteggiamenti intrisi di rilassamento e di naturalezza» (p. 7). La prima sezione si propone di ricostruire lo sviluppo delle liturgie politiche sia in Italia che in Francia, fino alla metà del XX secolo, momento nel quale secondo d'Almeida perde importanza il trittico gravità-autorità-dignità che struttura le figure che sono fino ad allora oggetto di religione civile. Viene sostituito poco a poco, già a partire dalla prima guerra mondiale, dalla «generalizzazione del sorriso», imperante dopo il secondo conflitto mondiale, che accompagna «una modalità intermedia di messa in scena della politica: il passaggio dall'autorità alla seduzione» (p. 15). La terza parte è dedicata alla «finzione del naturale», in cui prende spazio tutto il ventaglio delle emozioni «naturali», dal riso al pianto, amplificate dall'uso predominante del mezzo televisivo.


Valeria Galimi