SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Scienze comunali e pratiche di governo in Italia (1890-1915)

Federico Lucarini

Milano, Giuffrè, pp. 469, euro 36,00 2003

Negli ultimi anni le interpretazioni sulle modalità di costruzione dello Stato liberale e sulle forme assunte dal centralismo italiano si sono arricchite grazie all'interesse crescente per la dimensione urbana e in particolare per il ruolo dei Comuni nel rapporto tra centro e periferia. L'ampio e denso volume di Federico Lucarini ha il merito di collegare, anche con un'efficace articolazione di capitoli e tematiche, le nascenti scienze comunali alle concrete pratiche di governo locale. L'autore riesce infatti a dimostrare non soltanto quanto giuristi, economisti e funzionari italiani partecipassero della ?trasmissione dei saperi? che coinvolgeva all'epoca intellettuali e politici d'Europa e Stati Uniti, ma anche e soprattutto quanto le scienze comunali non si riducessero ad un'astratta dottrina ma si costruissero anzi attraverso un'intensa e continua collaborazione tra studiosi, burocrati e amministratori locali. Non a caso viene sottolineata l'importanza di riviste, di congressi, di viaggi all'estero. Uscendo dalle secche del dibattito tra accentramento e decentramento, questa rete di accademici e ?tecnici? dell'amministrazione fu spinta dall'urgenza di inventare e applicare con immediatezza un quadro normativo che regolasse lo status giuridico degli enti locali e in particolare il passaggio dalla gestione privata alla municipalizzazione di quei servizi (luce, acqua, gas) che sconvolgevano in quegli anni il paesaggio urbano. Proprio la municipalizzazione, lungi dal rappresentare l'attuazione del collettivismo socialista, sarebbe servita a ristabilire regole di concorrenza contro gli interessi dei monopoli privati stranieri e a fornire, nel caso del municipalismo ?popolare?, una risposta alle esigenze dei ceti meno abbienti. In ciò era in gioco, come rileva giustamente Lucarini, la capacità della classe dirigente liberale di gestire in maniera armonica lo sviluppo della società. Ne ricaviamo così che, pur proponendo una soluzione ?tecnica? svincolata dai singoli partiti, gli esperti delle scienze comunali diedero indirettamente un contributo alla realizzazione di quel ?progetto burocratico di governo? tipico dell'età giolittiana. In tal senso il volume, affrontando la questione dal punto di vista giuridico e amministrativo, testimonia di come anche in età liberale la compenetrazione tra politica e amministrazione potesse dar luogo non soltanto a degenerazioni e manipolazioni elettorali, ma anche a progetti di trasformazione e modernizzazione urbana.


Giovanni Schininà