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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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?l'Unità? 1924-1939: un giornale ?nazionale? e ?popolare?

Fiamma Lussana

Prefazione di Nicola Tranfaglia, Alessandria, Edizioni dell'Orso, pp. 400, euro 2002

Un giornale di partito è specchio e mezzo di diffusione di una linea politica. È anche, però, espressione di un particolare stile di comunicazione del partito con i suoi militanti e con la sua area di riferimento nella società; è rassegna e lettura, attraverso un filtro politico, delle notizie della cronaca quotidiana; è indice, quando affronta temi culturali, di un determinato progetto di formazione intellettuale del pubblico dei lettori; è linguaggio, scrittura, tecnica di impaginazione. L'autrice di questo libro prende in considerazione prevalentemente il primo aspetto e ripercorre in maniera attenta e precisa gli svolgimenti della politica comunista così come traspaiono dalle pagine de ?l'Unità?, nel breve periodo iniziale di esistenza semi-legale del quotidiano, fino al 1926, e poi durante gli anni della dittatura, quando la distribuzione clandestina del foglio comunista diventa incitamento alla resistenza e alla lotta illegale. Gli squarci, però, che Lussana stessa apre sulla dimensione più propriamente giornalistica dell'organo di stampa del PCI (là dove ad esempio tocca il tema delle lettere inviate al giornale dai lettori o accenna all'impiego delle illustrazioni e delle vignette umoristiche o, ancora, ci dice dei consigli di lettura rivolti a militanti e simpatizzanti) sono una prova dell'interesse che presenterebbe una ricognizione a più ampio raggio, intesa a far emergere l'intreccio di pedagogia politica e di costruzione di un modello di giornalismo che caratterizza l'esperienza de ?l'Unità?. Per questo tra le pagine più felici del libro sono da contare senz'altro quelle in cui l'attenzione dell'autrice si ferma su questioni che hanno maggiore attinenza con lo specifico giornalistico, come nel caso del suo riuscito tentativo di abbozzare un profilo dei lettori de ?l'Unità? nel periodo centrale della clandestinità. Per quanto riguarda la funzione de ?l'Unità? nella popolarizzazione della linea politica del PCI e il suo ruolo nella dialettica interna del partito, le acquisizioni più importanti della ricerca riguardano l'anticipazione da parte del giornale, rispetto alla ?svolta? del 1929-30, dei toni radicali e preinsurrezionali (il che getta luce sulla componente endogena della ?svolta? stessa), e il contributo che ?l'Unità? diede alla diffusione tra i militanti clandestini del tema della ?riconciliazione nazionale? dopo la fondazione dell'Impero. A questo proposito Lussana osserva che l'analisi degli articoli del giornale dimostra quanto il motivo ispiratore di quella politica, cioè la ricerca di una larga unione di popolo, restasse al centro delle preoccupazioni degli estensori del giornale ben oltre l'abbandono delle formulazioni più equivoche, quelle che secondo il richiamo di Togliatti potevano dare l'impressione di una volontà di convivenza con il fascismo, e malgrado le sollecitazioni dello stesso Togliatti a integrare la strategia politica del partito con l'esperienza della guerra civile spagnola. Per converso, la rinuncia ai toni ?nazionali?, imposta da Mosca nel 1938, determinò secondo l'autrice una perdita di contatto con gli sviluppi della realtà italiana, di cui fu un segno la sottovalutazione della novità delle leggi razziali.


Leonardo Rapone