SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Alla prova del fuoco. Socialisti francesi e italiani di fronte alla prima guerra mondiale (1911-1916)

Francesca Canale Cama

Napoli, Guida, 289 pp., Euro 18,00 2007

Il desolante spettacolo offerto dall'Internazionale socialista nell'agosto 1914, quando fu incapace di sviluppare la benché minima resistenza nei confronti del processo drammaticamente innescatosi, rappresenta una delle pagine più buie della storia del movimento operaio e contadino. Anche per questo motivo gli studiosi decisi ad analizzare le ragioni di tale improvviso cedimento non sono mai mancati. Tuttavia, mentre l'attenzione per le dinamiche proprie dell'Internazionale - oltre che per le vicende interne ai diversi partiti aderenti - si è mantenuta costantemente alta, la stessa cosa non può invece essere detta per altre questioni cruciali come, ad esempio, il deficit di riflessione politica che, specialmente attorno al nodo del rapporto con l'evento «guerra», caratterizzò i singoli partiti socialisti. Si tratta di un passaggio decisivo, che è merito dell'a. avere con questo volume affrontato. Pregio del libro è infatti quello di ripercorrere le fasi di un dibattito per certi versi surreale, nutrito dalla sempre più lucida consapevolezza del rapido avvicinarsi del conflitto come dalla sempre più ferma convinzione che una soluzione sarebbe stata trovata. E ha pure la dote di individuare, una volta deflagrata la guerra, l'importanza e l'originalità dell'apporto offerto dai socialisti nostrani. Un contributo che, indubbiamente favorito dall'iniziale neutralità del paese, mise i socialisti italiani nella condizione di non rimanere ingabbiati dalla trappola morale-politica dell'union sacrée, consentendo loro di farsi anche alfieri del rilancio su larga scala dell'internazionalismo dimenticato dai «maestri». La dimensione comparata dello studio, che mette a confronto il pensiero sviluppato dai socialisti francesi con quello degli italiani, consente inoltre di evidenziare lo spessore del rapporto intrattenuto. Un legame che non venne mai meno, capace di influire concretamente - soprattutto nel senso dell'ascendente francese sul partito italiano - sulle vicende politiche interne ai due partiti. L'a. affronta anzitutto il dibattito che, prima del 1911, si sviluppò nel Partito socialista francese attorno al concetto di patriottismo, al rapporto tra universalismo socialista e problematiche nazionali. È a partire da questo nodo che si dipana un intricato groviglio di problemi, che riguardano la determinazione dei mezzi più adatti per dare sostanza al taumaturgico refrain della necessità di portare «guerra alla guerra». Dopo aver descritto i travagli del Partito socialista italiano e le dinamiche innescatesi con la guerra di Libia, Canale Cama descrive il progressivo superamento dell'assioma della «guerra giusta» in caso di difesa della patria (in precedenza mai neppure messo in discussione) e la complessa vicenda della graduale identificazione - almeno per una parte consistente del movimento socialista - tra istinto antimilitarista e approdo rivoluzionario. In conclusione, nonostante alcuni passaggi poco chiari e qualche ripetizione di troppo, il volume si segnala per il contributo dato all'arricchimento del quadro di conoscenze e di riflessione su questo decisivo passaggio della storia del movimento socialista europeo.


Andrea Baravelli