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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Alla ricerca di un'industria nuova. Il viaggio all'estero del giovane Pirelli e le origini di una grande impresa (1870-1877)

Francesca Polese

Venezia, Marsilio, pp. 210, euro 16,00 2004

Questo libro di Francesca Polese, risultato di una tesi di dottorato discussa all'Università ?Bocconi? di Milano, esce a un anno di distanza dalla pubblicazione, presso lo stesso editore e a cura della stessa autrice, della fonte principale sul quale è costruito e cioè il Viaggio di istruzione all'estero. Diario 1870-1871 di Giovan Battista Pirelli. La ricerca, mentre mette a disposizione di un pubblico più largo una fonte preziosa e interessante, ricostruisce grazie a quelle pagine una vicenda biografica, un percorso formativo e una cultura economica; e se ne serve per spiegare gli esordi di una delle maggiori e più innovative imprese italiane, fornendo anche un ulteriore contributo alla definizione dei caratteri dell'industrializzazione italiana e lombarda. Di Pirelli (nato nel 1848) Polese ripercorre innanzitutto la formazione scolastica tra Como, Pavia e Milano ? una formazione tutta tecnica che si conclude, nel 1870, con il diploma in Ingegneria industriale ?, e nel farlo ricostruisce anche un ambiente, quello dell'Istituto Tecnico Superiore di Milano, nel quale, assieme a Pirelli, si muovono altri giovani che saranno negli anni successivi protagonisti a vario titolo del mondo imprenditoriale. L'autrice segue quindi Pirelli nelle diverse tappe di quel viaggio all'estero, reso possibile dalla borsa di studio istituita da Teresa Berra Kramer in memoria del figlio ingegnere. Il viaggio, durato nove mesi, porta Pirelli in Svizzera, Francia, Belgio e Germania. Solo la mancanza di soldi gli impedisce di varcare la Manica e di approdare in quella Gran Bretagna in cui l'industria del caucciù, scopo principale del tour, era già molto sviluppata. Il viaggio, più che essere occasione di istruzione ? il comparto di questa industria nuova che è la gomma è dominato dalla riservatezza e dal desiderio dei titolari delle imprese visitate di mantenere segreti tecniche e procedimenti produttivi ? si rivela soprattutto utile per i contatti. Gli spostamenti di Pirelli si realizzano infatti seguendo la rete di relazioni della ?finanziatrice?, che era vedova di un imprenditore tedesco, e dei suoi mentori al Politecnico, soprattutto di Giuseppe Colombo, consentendogli di accumulare quelle informazioni ? sui prezzi, sulla manodopera, sui regolamenti che disciplinano il lavoro in fabbrica, sui mercati di sbocco, ecc. ?, quegli schizzi e quei disegni di macchine, ma soprattutto quelle conoscenze personali che si riveleranno preziose nella fondazione dell'impresa. Lo studio della vicenda di Pirelli e dell'industria da lui creata conferma la validità dell'approccio suggerito ormai numerosi anni fa da Luciano Cafagna, che insisteva sull'adozione della scala regionale nell'analisi dei processi di industrializzazione e di sviluppo italiano; ma l'interesse maggiore e la novità della ricerca consistono nell'attenzione prestata agli aspetti culturali, sociali e istituzionali dei fenomeni economici. Formazione, reti di relazione, trasferimenti di tecnologia. Sono questi i temi attorno a cui ruota il saggio e le chiavi di volta per spiegare come l'industria lombarda negli anni '70, ben prima del boom giolittiano, cominciò a colmare il divario con i paesi più avanzati.


Daniela Luigia Caglioti