SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Sismondi e la civiltà toscana

Francesca Sofia (a cura di)

Atti del convegno internazionale di studi, Pescia, 13-15 aprile 2000, Firenze, L 2001

Figura di primo piano del liberalismo ottocentesco, nell'ambito del gruppo che si raccoglieva attorno a Madame de Stael, il ginevrino Jean-Charles Léonard Simonde de Sismondi (1776-1842) soggiornò a lungo in Toscana a inizio secolo e a questa regione dedicò, tra l'altro, la sua prima grande prova pubblicistica, il Tableau de l'agricolture toscane (recentemente ristampato a cura di Francesca Sofia). Ma molto ?toscana?, per ispirazione e per trama degli eventi che vi sono narrati, fu anche la sua celeberrima Storia delle repubbliche italiane, che per tutta la prima metà del secolo rappresentò la lettura obbligata per tutta una generazione di liberali della penisola. Essi vi trovarono le radici ideali di un liberalismo ?all'italiana? da un lato fortemente ancorato all'istituto del municipio e alla centralità del mondo locale, dall'altro assai tiepido, se non senz'altro ostile, rispetto ai modelli costituzionali derivanti dall'esperienza franco-rivoluzionaria. Investigare Sismondi significa, dunque, seguire le tracce di una tematica più vasta e comprensiva, della quale i saggi raccolti in questo volume propongono aspetti che in qualche caso si situano, per altro, ben al di là della tematica ?regionale? evocata nel titolo. Tra di essi, nell'impossibilità di ricordarli tutti (sono, complessivamente, ventidue), segnaliamo, oltre alla succosa Introduzione della curatrice, in particolare quelli di Luigi Lacchè (una originale rivisitazione delle relazioni intellettuali tra Sismondi e Pellegrino Rossi), di Pierangelo Schiera (un'analisi del pensiero costituzionale di Sismondi nel complessivo quadro europeo), di Lucien Jaume (lo scarto tra il liberalismo sismondiano e quello francese), di Maria Iolanda Palazzolo (le disavventure della Storia delle repubbliche con gli uffici di censura degli stati italiani preunitari), di Aldo G. Ricci (Sismondi scienziato sociale e i toscani). Ci si trova davanti a un volume ricco di risultati originali, frutto, in gran parte, di ricerche di prima mano. Azzardando una estrema sintesi, ci pare che a risultarne particolarmente evidenziata sia la speciale vocazione del modello civile e sociale toscano (il mondo delle piccole patrie cittadine e del quieto e confortante ruralismo mezzadrile) a offrirsi come orizzonte di transizione al moderno per gran parte del liberalismo italiano della prima metà dell'Ottocento. Attraverso la rete di legami culturali intessuta dal ginevrino, quella che traspare è insomma l'Italia liberal-moderata prequarantottesca tutta intera.


Marco Meriggi