SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Roma dall’Unità a oggi

Francesco Bartolini

Roma, Carocci, 136 pp., euro 13,00 2008

Con lo studio di Francesco Bartolini su Roma dall’Unità a oggi, Carocci inaugura una serie di volumi dedicata alla storia di alcune grandi città della penisola e a una discussione del loro ruolo all’interno del processo di nation building italiano. Il progetto può ricordare quello della nota «collana bianca» di Laterza sulla Storia delle città italiane ma se ne distingue per la dimensione ridotta dei volumi, per l’adozione programmatica di un tono di alta divulgazione, non esclusivamente rivolto agli addetti ai lavori, e infine per l’ambizione di allargare il quadro tematico di queste piccole monografie urbane.Bartolini segue il filo della storia politico-amministrativa (un’appendice sui sindaci di Roma dal 1870 a oggi compare in chiusura del volume) ma la sua sintesi torna con più insistenza soprattutto su due aspetti della storia della città che finiscono per formare una sorta di trama sottesa della narrazione. Da un lato, un’analisi serrata delle immagini e rappresentazioni cui Roma è stata associata lungo la storia dell’Italia unita. Dall’altro, un’osservazione ravvicinata della stratificazione sociale della città, del modo in cui i gruppi si sono distribuiti all’interno dello spazio e dell’intreccio tra questa geografia e quella delle politiche pubbliche, in particolare per la casa. Questi punti di vista erano già in parte radicati nei risultati di precedenti studi dell’a., tra i quali spiccano i lavori sulla storia dell’edilizia per il ceto medio impiegatizio (Roma borghese, Roma-Bari, Laterza, 2001) e sulla storia della contrapposizione tra Roma e Milano nel dibattito politico italiano (Rivali d’Italia, Roma-Bari, Laterza, 2006). Riflettere sul modo in cui Roma è stata rappresentata significa porre al centro del racconto il modo in cui la città ha interpretato nel tempo il proprio ruolo di capitale e Bartolini isola in proposito una sequenza di immagini contrastanti, che vanno dal mito ottocentesco della «Terza Roma» alle retoriche fasciste sull’Urbe, dalle polemiche del secondo dopoguerra sulla «capitale corrotta» ai più recenti tentativi di individuare un «modello romano» nelle esperienze amministrative delle giunte di centro-sinistra. Un’attenzione particolare viene riservata all’evoluzione del rapporto tra la capitale nazionale e la capitale religiosa, osservando il mutevole atteggiamento assunto dal Vaticano nei confronti della città laica.Il libro si apre costruendo un parallelo con Londra e prosegue evocando di volta in volta i casi di altre capitali euro pee dell’800 e del ’900 come Berlino, Parigi o Vienna, con l’intento esplicito di introdurre nella discussione elementi di confronto e aprire a un dialogo con la storia urbana internazionale. Si tratta, pur nella rapidità della sintesi e nei limiti imposti dall’approccio monografico, di un modo per sottolineare la necessità di ripensare con più ampiezza di riferimenti la storia recente di una città che troppo spesso è stata letta attraverso le categorie interpretative dell’eccezione e dell’anomalia.


Filippo De Pieri