SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'Italia e la "Nuova Europa". Il confronto sull'Europa orientale alla conferenza di pace di Parigi (1919-1920), Prefazione di Francesco Perfetti

Francesco Caccamo

Luni, Milano 2000

Molte e nuove e interessanti informazioni apporta questo bel libro di Francesco Caccamo sul ruolo svolto dall'Italia alla Conferenza di Pace di Parigi del 1919 nella definizione delle frontiere di quella "nuova" Europa centro-orientale scaturita dall'improvviso (se non improvvido) collasso di imperi plurisecolari alla fine della prima guerra mondiale. Alla frontiera orientale e nell'Adriatico l'Italia dovette allora confrontarsi con il neonato regno degli slavi meridionali, i cui appetiti territoriali apparivano eccessivi allo stesso Gaetano Salvemini, notoriamente assai critico verso le rivendicazioni adriatiche del nazionalismo italiano. Al "contenimento" della Jugoslavia (dietro la quale stava la Francia) i rappresentanti italiani alla conferenza parigina si dedicarono con zelo talvolta machiavellico, cercando di impedirne l'immediato riconoscimento da parte delle altre potenze alleate, di indebolirne l'interna coesione sostenendo clandestinamente (già allora!) il separatismo croato e montenegrino, di promuovere contro di essa una improbabile intesa magiaro-romeno-bulgara... Naturalmente, in questa solida e documentatissima ricerca di storia diplomatica, si tratta anche dell'atteggiamento italiano verso la ricostituita Polonia e la nuova Cecoslovacchia, verso gli ex nemici ungheresi e bulgari, verso la Russia in preda alla guerra civile... Dalla ricostruzione di Caccamo risulta, comunque, che la linea seguita da Orlando e Sonnino fu poi sostanzialmente fatta propria anche da Nitti e Tittoni. E il fascismo non fu da meno. Dei non frequenti refusi di stampa presenti nel libro, riteniamo opportuno correggerne almeno due, restituendo a Fabio L. (e non Federico!) Grassi e a Federico (e non Ferdinando!) Curato le importanti opere più volte citate.


Lauro Grassi