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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Manicomio, società e politica. Storia, memoria e cultura della devianza mentale dal Piemonte all'Italia

Francesco Cassata, Massimo Moraglio (a cura di)

Pisa, Edizioni BFS, pp. 163, euro 15,00 2005

Il volume raccoglie gli atti, con alcuni arricchimenti, del convegno ?Manicomio Società Politica. Per una storia della psichiatria nell'Italia degli anni '60 e '70?, tenutosi a Torino il 20 e 21 novembre 2003 per iniziativa di Casa Bordino, della cooperativa Progest, del Dipartimento di storia dell'Università di Torino, di Psichiatria democratica e di altri enti. L'opera si inserisce nella ripresa del dibattito, avvenuta in anni recenti, sulla storia del manicomio e della psichiatria italiana, con la volontà di chiarire ulteriormente gli aspetti di un processo ancora in discussione in sede storiografica e talvolta anche contestato in sede politica: periodicamente riemergono, ad esempio, i tentativi di rivedere in senso restrittivo la legge Basaglia. La sezione storica, delle tre che compongono il volume, ripercorre la storia dei rapporti tra psichiatria e politica in Italia dal Settecento al 1968, con interventi sull'istituzione manicomiale, fino alla legge del 1904 (Lisa Roscioni), sul tema del programma di igiene mentale durante il periodo fascista con l'obiettivo di fare ?degli uomini inutili elementi produttivi? (Francesco Cassata, p. 34), sulla psichiatria italiana nel secondo dopoguerra (Massimo Moraglio) e sulle iniziative e le lotte antiautoritarie anche nella cura della malattia mentale attorno al 1968 (Sergio Dalmasso). Interessanti e abbastanza nuove sono le tematiche svolte nella seconda sezione del libro, quella dedicata ai rapporti tra saperi medici, Stato e società. Attraverso le categorie foucaultiane di biopotere e biopolitica viene analizzata la politica eugenetica e razzistica del ventennio fascista (Dario Padovan), mentre il problema dell'internamento rapportato all'esercizio della democrazia e dei diritti di cittadinanza è verificato in concreto sui casi del Canton Ticino (Marco Borghi) e dell'Italia (Maria Grazia Giannichedda). Chiude la sezione l'intervento di Agostino Pirella che denuncia con forza la riorganizzazione di un potere psichiatrico, non del tutto demolito dalle riforme degli anni '70, che ritorna a proporre nuove e pericolose discriminazioni fra individui utili e individui inutili al sistema produttivo. Infine l'ultima sezione riporta alcune testimonianze di operatori psichiatrici e amministratori pubblici coinvolti nella riforma manicomiale avvenuta a Torino negli anni '70, che in parte anticipò, pur tra molte resistenze ma con entusiasmo carico di grandi speranze, quella della Legge 180. Nel complesso l'opera è sicuramente utile, non solo perché, come scrivono i curatori nell'introduzione, vuole ?render conto dello stato dell'arte nel campo della ricostruzione storiografica del movimento di riforma e superamento dei manicomi, a venticinque anni dalla promulgazione della legge 180? (p. 7), ma anche perché mira ad analizzare con approccio pluridisciplinare il tema della malattia mentale nella sua dimensione storica, offrendo spunti per ulteriori approfondimenti e ricerche.


Giacomo L. Vaccarino