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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Sudindustria. Prospettive imprenditoriali e scenari per lo sviluppo economico del Mezzogiorno (1947-1956)

Francesco Dandolo, Andrea Baldoni

Napoli, Guida, 444 pp., Euro 35,00 2007

Doveva essere lo strumento operativo dell'attività di analisi e di ricerca sul territorio condotta dalla Svimez la costituzione della Società per l'Industrializzazione delle Regioni Meridionali (Sudindustria); una società per azioni, sorta nel luglio 1947 con un capitale sociale di 2.000.000 di lire diviso in 2.000 azioni di 1.000 lire ciascuna e con sede nella capitale. Nella ideazione dei suoi promotori, Sudindustria aveva lo scopo di incoraggiare iniziative di carattere industriale, tecnico, sperimentale, atte a sviluppare l'industrializzazione delle regioni meridionali e delle isole attraverso la costituzione di centri di sperimentazione e impianti industriali, la predisposizione di progetti di impianti possibilmente poco presenti sul territorio nazionale, la promozione di accordi internazionali al fine di sviluppare l'attività tecnica e commerciale dell'industria meridionale, nonché fare opera nei confronti del governo perché fossero rimossi gli ostacoli che si frapponevano allo sviluppo di tali iniziative. Essa, in sostanza, si inseriva pienamente nel dibattito del «Nuovo Meridionalismo» che nell'immediato dopoguerra interessò il Mezzogiorno e il processo del suo sviluppo economico con lo scopo di dare concreta attuazione a quanto veniva teorizzato e indagato dalla Svimez. Il Consiglio di amministrazione di Sudindustria, presieduto da Rodolfo Morandi, Ministro per l'Industria e il Commercio, era composto dai vicepresidenti Giuseppe Cenzato (SME) e Giuseppe Paratore (IRI), e tra gli altri da Donato Menichella (Banca d'Italia), Stefano Siglienti (IMI), Cesare Riccardi (Banco di Napoli), Vincenzo Bruno, Pietro Frasca Polara, Giuseppe Lauro,Vincenzo Caglioti, Francesco Giordani, Pasquale Saraceno. La Legge n. 1558 del dicembre 1947 sembrò dare alla Società impulso e vigore nell'ambito della collaborazione con la sezione del Credito Industriale del Banco di Napoli nella ripartizione dei finanziamenti statali concessi per l'industrializzazione del Mezzogiorno. Man mano però che si andavano definendo ruoli e funzioni di enti e istituti di credito, e, soprattutto con l'istituzione della Cassa per il Mezzogiorno, la stessa natura di Sudindustria si venne svuotando delle funzioni e degli scopi per cui era stata costituita, tanto da essere messa nel 1956 definitivamente in liquidazione. Ma il suo declino era già apparso nel luglio 1950, quando fu abolito il Consiglio di amministrazione per affidare la gestione ad un amministratore unico.Dandolo e Baldoni ricostruiscono in questo volume rispettivamente la parabola di Sudindustria e sugli studi di settore compiuti dalla Società per l'accesso ai finanziamenti del credito industriale del Banco di Napoli. È una lettura tutta interna alle vicende della Società, che forse avrebbero avuto maggiore respiro se rapportate ai processi che maturarono nel Mezzogiorno e nel paese tra il 1947 e il 1956, periodo in cui si delinearono conflittualità e divaricazioni, ma anche ricomposizioni tra mondo politico e mondo industriale sul modo di concepire lo sviluppo economico italiano, di cui l'industrializzazione del Mezzogiorno era una questione centrale.


Carmelo Pasimeni