SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Vigneti Fragili. Espansione e crisi della viticoltura nel Mezzogiorno in età liberale

Francesco Dandolo

Napoli, Guida, 183 pp., € 12,50 2010

Docente presso la Facoltà di Economia dell'Università degli studi di Napoli «Federico II», Dandolo ci offre un agile volume che traccia le linee essenziali della storia della viticoltura nel Mezzogiorno dall'unificazione nazionale ai primi decenni del '900.La felice congiuntura di mercato che registra un'impennata della domanda dei vini da taglio da parte della Francia, le cui campagne vitate sono devastate dalla fillossera, determina, in diverse regioni italiane, una corsa all'impianto di nuovi vigneti e dunque una rimodulazione degli investimenti nell'agricoltura e una consistente trasformazione del paesaggio rurale. Nel contesto della generale crisi agraria, che si verifica dagli anni '70 del XIX secolo, regioni come la Puglia e la Sicilia scoprono la possibilità di esportare Oltralpe buona parte della loro ricca produzione enologica. La frattura del 1887 e la guerra doganale con la Francia mettono però drammaticamente in luce il carattere congiunturale dello sviluppo dell'industria vitivinicola, che ha spesso subordinato la quantità alla qualità dei prodotti, mentre il flagello della fillossera dilaga pure in Italia e la ricostruzione dei vigneti francesi procede ormai speditamente.Gli otto capitoli di cui si compone il lavoro toccano felicemente tutti i nodi della questione: dagli aspetti quantitativi (espansione e contrazione della superficie vitata e della produzione vinaria) all'istruzione specialistica delle scuole di viticoltura ed enologia, dai tentativi di arginare le infezioni fillosseriche, al tema della ricostruzione dei vigneti italiani con viti americane usate come portainnesti, dal ruolo delle istituzioni pubbliche a quello dei privati, proprietari e affittuari. Su quest'ultimo aspetto sono poi molto interessanti le pagine dedicate al serrato confronto fra gli organismi governativi e parte degli attori locali attorno alla questione della lotta per debellare la fillossera, giocata sull'alternativa fra distruzione e cura, con l'evidente coinvolgimento di consistenti interessi economici.In questo libro, Dandolo non lascia mai che a prevalere sia l'asettica esposizione dei numeri e delle statistiche, ma inserisce i dati a disposizione dello storico - come egli stesso ci ricorda non sempre sufficientemente attendibili - in un contesto di opportune e intelligenti considerazioni di carattere socio-politico. Così, per citare un esempio, a una verifica dell'impatto sociale della crisi vinicola, si accompagna uno sguardo sulla connessa questione dell'ordine pubblico, che fornisce al lettore un quadro più articolato della vicenda. L'a. riesce inoltre a fare dialogare felicemente fonti di natura diversa, come la pubblicistica coeva di tipo tecnico-agrario e i documenti di origine parlamentare o dei Ministeri dell'Interno e di Agricoltura Industria e Commercio.Nel suo complesso, il testo appare di eccellente fattura, trattando con efficace sintesi un tema verso il quale sembra rivolgersi, da parte della storiografia, un rinnovato interesse.


Marco Leonzio