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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La destra degli dei. Alain de Benoist e la cultura politica della nouvelle droite

Francesco Germinario

Torino, Bollati Boringhieri, pp. 158, euro18,00 2002

E' possibile, alle soglie del XXI secolo, ripensare politicamente la destra al riparo dall'aura sulfurea del nazismo? E non già la destra liberale, che rivendica di aver sconfitto entrambi i totalitarismi, ma la destra radicale antisistema, che considera proprio il liberalismo la forma estrema e più subdola di totalitarismo? L'autore, esperto studioso delle culture politiche di destra, analizza in questo agile saggio la risposta tentata, a partire dagli ultimi anni Sessanta, da Alain de Benoist, teorico e caposcuola della ?nouvelle droite?. Numerosi i debiti intellettuali di de Benoist - tutti attentamente messi in luce da Germinario - nei confronti di ?classici? del pensiero di destra come Vacher de Lapouge, Spengler, Evola, Schmitt e soprattutto Nietzsche. Nient'affatto ?nuove?, peraltro, sono alcune tematiche messe in campo dal teorico della ?nuova destra?. A cominciare dall'attacco frontale alla modernità liberal-borghese-capitalistica-americana, regno delle multinazionali e responsabile della mercificazione umana. Per continuare con il ?sogno trasversalista? (p. 18) di una ?terza via? fra destra e sinistra tradizionali, entrambe contaminate dal virus della modernità. Riecheggia suggestioni note al radicalismo di destra anche l'individuazione del ?monoteismo giudaico-cristiano? come principale responsabile della deriva dell'occidente. Con la corrispondente idealizzazione di un'incorrotta Europa ?pagana?, luogo dell'identità e della ?differenza?. E' questa, però, una dicotomia che in de Benoist assume la valenza di un vero e proprio a priori filosofico, dando origine ad ?una delle critiche più radicali del moderno mai prodotte dalla cultura di destra? (p. 66). La storia plurimillenaria del ?monoteismo giudaico-cristiano? non ha, infatti, prodotto proprio nulla che meriti di essere salvato, ponendosi all'origine di tutti gli ?ismi? che hanno avvelenato la storia europea: dal nazionalismo, all'imperialismo, al liberalismo, al bolscevismo, al razzismo, al totalitarismo di ogni colore. E' il ?monoteismo giudaico-cristiano? che ha diffuso in Europa il ?virus egualitario?, l'idea generale e astratta di individuo in nome della quale si annullano le differenze e si pretende di imporre al mondo intero un unico sistema di valori. E con esso una visione ?vettoriale? della storia che, secolarizzata e tradotta in ideologia, ha generato i progetti totalitari di redenzione attraverso la politica. Promuovendo una concezione ?desacralizzata? e strumentale del mondo naturale, il ?monoteismo giudaico-cristiano? sarebbe responsabile persino della propria sconfitta ad opera del materialismo, la forma più devastante di alienazione, e dunque di totalitarismo. Quali, allora, le prospettive per la ?nuova destra?? De Benoist, tipico ?intellettuale puro? (p. 24), intende, innanzitutto, ?restituire dignità alla cultura di destra distrutta nel 1945? (p. 15), rifuggendo la politica militante. Per altro verso, però, non sfugge alla tentazione di evocare soggetti politici concreti ? le vittime e gli scontenti della ?mondializzazione? ? in grado di portare a fondo un'?intifada generale? (p. 147) contro l'imperialismo americano, in nome delle ?patrie carnali? e della ?democrazia comunitaria? (p. 151).


Claudia Mantovani