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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'altra metà del continente: l'Europa centro-orientale dalla formazione degli Stati nazionali all'integrazione europea

Francesco Guida (a cura di)

Padova, Cedam, pp. 371, euro 28,00 2003

Il volume raccoglie gli interventi all'omonimo convegno tenutosi nel 2001 presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Roma Tre in collaborazione con l'Associazione italiana di studi sul Sud-Est europeo, il Centro universitario per gli studi ungheresi in Italia (unità di Roma Tre), l'Accademia di Romania in Roma, l'Accademia di Ungheria in Roma. L'iniziativa, legata all'allargamento dell'Unione Europea a diversi paesi dell'Europa centro-orientale, si è proposta di fornire una documentazione e una base di riflessione rispetto all'unificazione politica ed economica del continente e alle sue implicazioni storiche, sociali ed economiche. Il volume ?indaga sulla parte meno conosciuta del continente europeo, quella chiusa, quasi pressata, tra il più progredito Occidente e il colosso slavo orientale ovvero russo?. L'opera è organizzata su un impianto cronologico in quattro sezioni: la prima sezione riguarda la Formazione o completamento degli Stati nazionali nell'Europa centro-orientale; seguono due sezioni dedicate alla situazione tra le due guerre mondiali e all'affermarsi del blocco sovietico alla fine della Seconda Guerra mondiale. La parte conclusiva comprende diversi contributi sulla transizione all'economia di mercato e alla democrazia parlamentare, con alcune riflessioni rispetto all'integrazione di tali paesi in ambito comunitario europeo. Si tratta di un volume ricco di spunti e di informazione storica sulle tormentate vicende dell'?Europa di mezzo?, dalla Polonia, all'Ungheria, alla Cecoslovacchia, alla Jugoslavia, fino al caso albanese. L'opera si vale del contributo di accreditati esponenti della storiografia italiana sull'Europa centro-orientale e di numerosi esponenti delle rispettive storiografie nazionali, attardati, talora, questi ultimi, su paradigmi della vecchia storiografia nazionalista (cfr. in particolare i contributi di Maria Ormos sull'Ungheria, di George Cipäianu sulla Romania e di Tatiana Krizman Malev sulla Jugoslavia). Altri contributi sono invece eccellenti ed innovativi anche sul piano metodologico: per esempio, il saggio di Paolo Morawki sulla Polonia dopo la Prima Guerra mondiale, quello di Marco Dogo sull'Albania, di Ettore Cinella sulla guerra civile in Ucraina, di Armando Pitassio sull'avvento dei regimi comunisti nell'Est europeo e, soprattutto, di Francisco Viega sulla Guardia di ferro romena. Quest'ultimo contributo rappresenta un apporto importante alla discussione sull'International Fascism. Nell'insieme l'opera fornisce un'utile panoramica su alcune questioni storiografiche centrali dell'?Europa di mezzo?, contribuendo anche a contestualizzarne storicamente i problemi al momento dell'ingresso nell'UE. Nonostante una certa (inevitabile) eterogeneità dell'impianto L'altra metà del continente contribuisce a colmare una lacuna di informazione su un'area importante nella realtà dell'Europa unificata, fornendo al tempo stesso ampia documentazione dei lusinghieri risultati conseguiti dalla storiografia italiana in tale settore.


Marina Cattaruzza