SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Assalto a Treviso. La spedizione fascista del 13 luglio 1921

Francesco Scattolin

Verona, Cierre, pp. 144, euro 12,39 2001

La notte tra il 12 e il 13 luglio 1921 duemila fascisti calarono su Treviso allo scopo di fare una spedizione punitiva: attaccarono le sedi del partito repubblicano e del partito popolare e la redazione del giornale repubblicano di Treviso, ?La Riscossa?. Raramente sono state scritte monografie su singoli episodi di violenza del primo dopoguerra perché in essi la quantità e la qualità di violenza è giustamente apparsa di natura e di forza ben differente da quella impiegata, ad esempio, durante gli anni della Repubblica di Salò e della Resistenza. Malgrado l'obiettivo principale dell'autore sia illustrare la forza dell'esperienza repubblicana a Treviso, questo libro apre tuttavia uno squarcio, anche se in modo piuttosto tradizionale, sull'utilizzo della violenza politica nel primo dopoguerra. L'analisi fatta da Scattolin dell'assalto a Treviso, sulla base dei documenti della prefettura inviati al Ministero dell'Interno e della stampa coeva, offre tuttavia una ricostruzione puntuale dell'evento che permette di analizzare non solo l'attitudine di fronte alla violenza dei diversi attori presenti all'azione (i fascisti, i repubblicani, i popolari e le forze dell'ordine), ma anche di capire in che modo la violenza abbia agito nell'equilibrio di potere cittadino. L'analisi locale delle dinamiche che causarono l'assalto a Treviso fa tuttavia trascurare all'autore l'impatto nazionale dell'evento, che andrebbe invece messo maggiormente in rilievo. La spedizione di Treviso non fu infatti solo la rappresaglia contro l'opposizione antifascista di Treviso, ma fu anche, se non soprattutto, un'azione in cui la violenza diveniva strumento di contesa all'interno del fascismo stesso, in una lotta che riguardava non solo la leadership del partito, tutt'altro che sicuramente depositata nelle mani di Benito Mussolini, ma anche le forme dell'azione fascista e i rapporti con le istituzioni dello Stato italiano.


Giulia Albanese