SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Maledetti figli di Giuda, vi prenderemo! La caccia nazifascista agli ebrei in una terra di confine. Varese 1943-1945

Francesco Scomazzon

Varese, Arterigere-EsseZeta, pp. 347, euro 15,00 2005

I contributi apparsi in Italia nell'ultimo decennio nel campo degli studi storici orientati a esaminare il ?fenomeno? antisemita fascista, nelle sue molteplici varianti, hanno definito con rigore metodologico i percorsi specifici della persecuzione antiebraica attuata nella penisola dal 1938 al 1945. In questo filone di ricerca si colloca il libro di Scomazzon dedicato allo studio della Shoah nella zona di Varese durante il biennio 1943-45. Dopo aver tracciato un sintetico affresco sugli esiti politici e militari verificatasi nella penisola dopo l'8 settembre 1943, l'autore passa ad analizzare la situazione di quella parte dell'Italia settentrionale la cui prossimità alla Svizzera forniva ai perseguitati una possibilità di espatriare e sfuggire alla macchina genocidiaria nazifascista. Nonostante l'immediata chiusura dei valichi montanti a opera dall'esercito nazista che, coadiuvato dalla milizia della RSI, si adoperò a depredare i beni materiali appartenuti agli ebrei e ad attivare una capillare ?caccia all'ebreo? in ogni lembo del territorio lombardo, una parte degli ebrei italiani riuscì a raggiungere la Svizzera e a mettersi in salvo dopo aver percorso i tortuosi passaggi del complesso sistema di accoglienza promosso dalla Svizzera. Accanto a questa vicenda ?positiva' corre parallela un'altra storia fatta di delazioni e di connivenze di una parte della popolazione civile italiana con l'apparato burocratico persecutorio, che procurò un appoggio essenziale all'individuazione e alla cattura di un numero cospicuo di ebrei in fuga dall'Italia. Senza supporre l'idea di un riscatto del popolo italiano, il libro si sofferma anche su quei momenti in cui alcuni soggetti della società civile presero parte a quella rete di aiuti e salvataggi costituita per lo più dagli esponenti del basso clero e del CLNAI che si resero operativi con lo scopo di far emigrare il maggior numero di ebrei possibile. Le indagini compiute nella limitrofa provincia di Como si concentrano sullo studio delle vicende occorse alla popolazione ebraica lì presente; una comparazione che arricchisce la ricerca di ulteriori elementi conoscitivi e che permette di valutare le differenti modalità con cui si potevano eseguire le disposizioni contenute nella normativa antisemita e i diversi atteggiamenti che contraddistinsero la popolazione civile davanti alla persecuzione antiebraica, sospesa fra delazioni, aiuti e indifferenza. L'ultima sezione esamina la politica perseguita dalla Svizzera nei confronti degli ebrei rifugiati, una politica che l'autore definisce duale, ?fra accoglienza e rifiuto?, come attesta la documentazione da lui reperita relativa alle disposizioni spesso ambigue riservate ai perseguitati. I contributi di storia locale hanno l'indubbio pregio di connettere l'esame di un contesto specifico a un macro-evento, la Shoah, che ha conosciuto realtà storico-geografiche distinte, il cui studio concorre a rendere la conoscenza di uno dei capitoli più neri della storia dell'Occidente in tutta la sua complessità storica.


Elena Mazzini