SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'internazionalizzazione di Tangeri nella politica estera italiana (1919-1956)

Francesco Tamburini

Genova, ECIG, IX-254 pp., Euro. 25,00 2007

Questa meticolosa ricostruzione della politica dell'Italia nel regime di Tangeri fra anni '20 e anni '50 attinge a una vasta base documentaria: diverse serie dell'Archivio storico-diplomatico del Ministero degli Esteri, dell'Ufficio storico della Marina militare e dell'Archivio storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, i Documenti Diplomatici Italiani, le FRUS e una lunga lista di periodici in prevalenza italiani e marocchini in lingua francese. Dalla genesi dell'internazionalizzazione alla definizione dello Statuto del 1923, alla sua revisione del 1928 fino a metà anni '30, Tamburini sottoscrive l'idea di una sostanziale continuità di intenti dall'Italia liberale al fascismo: l'obiettivo è migliorare lo status del paese nel regime internazionale, non per tutelare reali interessi economici o politico-strategici o una comunità sempre poco numerosa, bensì come merce di scambio per ottenere concessioni in altre aree del Mediterraneo e dell'Africa, anche quando il fascismo diviene più sensibile all'idea dell'Italia «grande potenza mediterranea»: ma questa Italia non riesce a insinuarsi nelle rivalità fra le potenze maggiori. I diplomatici italiani a Tangeri, della cui corrispondenza il volume è fittamente intessuto, interloquiscono con una Roma volubile, pronta a infiammarsi di ambiziosi propositi, ma discontinua nell'attuarli - come nell'esemplare caso della ristrutturazione dell'ex residenza del sultano Mulay Hafid in cui vengono concentrate le istituzioni italiane, scuole, uffici, assistenza sanitaria, incapaci di rivaleggiare, per la natura strutturalmente «seconda» dell'Italia, con quelle delle nazioni dominanti che determinano la sorte del microcosmo tangerino, sorte di declino in cui si riflette un po' tutta la storia del Mediterraneo coloniale. Dallo scoppio della guerra civile spagnola, Tangeri divenne punto d'appoggio per l'intervento italiano, mentre la politica italiana esprime sempre più chiaramente gli obiettivi di guerra del fascismo: agli anni 1943-45 e al confronto fra le «due Italie» Tamburrini dedica un'attenta e interessante ricostruzione. Nel dopoguerra, l'Italia è ridotta a spettatrice dei nuovi accordi che sanciscono il ridimensionamento dei dominatori tradizionali, fino alla fine del regime internazionale: l'Italia repubblicana appare capace di intuire l'affermarsi della sovranità dei popoli dipendenti, mentre assiste con scarso rimpianto alla fine di un sistema di cui era rimasta suo malgrado ai margini. Storia politico-diplomatica minuziosa, ricca di citazioni e testimonianze d'epoca, quest'opera rievoca un sistema di potenza e rivalità mentre raccoglie gli echi delle vicende maggiori della crisi europea fra le due guerre.


Elena Calandri