SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Religione cattolica e Stato nazionale. Dal Risorgimento al secondo dopoguerra

Francesco Traniello

Bologna, il Mulino, 344 pp., Euro 26,00 2007

Questo di Traniello potrebbe innanzitutto essere definito un libro utile, se il giudizio non fosse riduttivo. Utile rispetto alle polemiche in corso sulla storia dell'Italia unita e in particolare del Risorgimento nazionale da parte sopratutto di alcuni segmenti significativi del mondo cattolico. Riduttivo perché Traniello, raccogliendo e legando insieme una serie di suoi saggi, con un'ampia Introduzione, dà luogo ad un'interpretazione profonda e originale del cattolicesimo italiano nel suo rapporto con lo Stato nazionale. Chiesa e mondo cattolico italiano non si sono presentati all'appuntamento dell'Unità in modo univoco. Poiché Traniello percorre un lungo arco di avvenimenti storici, dalla Restaurazione al secondo dopoguerra, l'atteggiamento della Chiesa è stato anch'esso ondivago, ma con alcune costanti di fondo che permangono fino ad oggi. Il mondo cattolico si presenta diviso fin dagli anni '20 dell'800, segnato dal diverso orientamento di un De Maistre e di un Manzoni. Ma quello che non si può dire è che il mondo cattolico non partecipi al processo unitario Lo snodo decisivo è costituito naturalmente dal '48. Traniello, per la sua formazione di storico, conosce a menadito questo percorso. Rosmini e Gioberti risaltano nei suoi saggi in tutto il loro contributo pregnante al «paradigma risorgimentale». La polemica tra Gioberti e Taparelli d'Azeglio diviene poi la premessa della divaricazione interna al neoguelfismo, nella sua componente clericale e in quella cattolico-liberale.Diverso percorso quello del cattolicesimo politico, quale nasce dalle aperture del magistero leonino. In esso non c'è solo il tema del rapporto tra «nazione» e «popolo cattolico» a segnare la sua storia, ma quella del rapporto di autonomia che nasce dall'operare all'interno di istituzioni costituzionali liberali, in cui anzi il problema diventa quello di allargarne la funzione dello spazio democratico in modo sempre più ampio, il che comporta il confronto, e con esso il riconoscimento di altre forze costitutive della dinamica politica popolare e nazionale. Su quest'ultimo tema l'ultimo saggio su De Gasperi è davvero magistrale per finezza di analisi.Altra linea interpretativa concerne invece il ruolo della Chiesa verso il nuovo Stato nazionale. Da Pio IX a Pio XII si intravede un'ambivalenza costante, costituita dall'oscillazione tra un'accettazione del dato storico e l'affermazione continuamente riproposta d'un primato dello spirituale sul temporale. Ambivalenza che genera un'illusione che si replica a danno dell'influenza della Chiesa e che è segnata da due eventi pregnanti: l'alleanza perseguita da Pio XI col fascismo, assieme all'illusione iniziale di poter con esso ristabilire il timbro di una «nazione cattolica»; poi l'avvento del dirompente processo di secolarizzazione sotto il governo di un partito cattolico, che diventa contraddizione sofferta e irrisolta del pontificato di Pio XII.


Piero Craveri