SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Comunità di imprese. Sistemi locali in Italia tra Ottocento e Novecento

Franco Amatori e Andrea Colli (a cura di)

Bologna, il Mulino, pp. 722, euro 46,48 2001

Se c'è una cosa dalla quale gli storici economici italiani non si sono tirati indietro negli ultimi anni, questa è la riflessione sulle radici e le motivazioni dello sviluppo economico complessivo del nostro paese. Sarebbe troppo lungo rifarne la lista, ma è facile notare, scorrendo i titoli, che vi si sono cimentati i più bei nomi della storia economica nazionale con incursioni proficue anche di studiosi stranieri. Tutti alla ricerca di una spiegazione di una trasformazione che ha portato l'Italia, per citare uno dei lavori più conosciuti, dalla periferia al centro. Il panorama tracciato dagli studi di storia economica concernenti la piccola impresa viene adesso arricchito dal volume curato da Franco Amatori e Andrea Colli, due fra gli studiosi di storia dpiù attenti oggi in Italia. Studiosi dunque di una disciplina che grosso modo nell'ultimo quindicennio si è guadagnata con pieno merito uno statuto metodologico di tutto rispetto, grazie anche al contributo fondamentale fornito dagli storici d'impresa raccolti intorno alla milanese Fondazione Assi, di cui lo stesso Amatori è presidente, l'istituzione che a partire dalla prima metà degli anni '80 ha sviluppato con maggior decisione le tematiche della storia d'impresa. Il lotto di esperienze di piccola impresa ospitate nel volume, frutto di una vasta ricerca finanziata dal Cnr, ci consegna una interessantissima varietà di settori e di percorsi, tutti esplorati con sicura competenza dai vari autori, capaci di dare più di un significato ai differenti esiti territoriali vissuti dallo sviluppo dell'industria in questo paese. L'ambito industriale milanese viene approfondito nei saggi di Edoardo Borruso, Elisabetta Merlo e Giorgio Bigatti, l'area campana è protagonista nei lavori di Augusto De Benedetti e Silvio De Majo, dell'indotto Fiat si interessa Angelo Michelsons, l'Umbria viene studiata da Francesco Chiapparino, Renato Covino, Fabio Bettoni e Marco Marmottini, sulle Marche scrivono Marco Moroni e Patrizia Sabbatucci Severini, Patrizia Battilani e Roberto Ferretti sviluppano le proprie ricerche su Bologna, il caso veneto passa al vaglio di Giovanni Luigi Fontana e Giorgio Roverato, infine chiude il volume un saggio di Aurelio Alaimo, convincente tentativo di offrire una chiave di lettura alle multiformi realtà presentate.


Andrea Giuntini