SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Chiesa cattolica e modernità

Franco Bolgiani, Vincenzo Ferrone, Francesco Margiotta Broglio (a cura di)

Bologna, il Mulino, pp. 325, euro 24,30 2004

Il volume raccoglie gli atti di un convegno promosso dalla Fondazione ?Michele Pellegrino?, tenutosi presso l'Università di Torino nel febbraio 2004. L'incontro era previsto come un confronto e una discussione sulla base di un'ampia relazione di Vincenzo Ferrone su Chiesa cattolica e modernità: la scoperta dei diritti dell'uomo dopo l'esperienza dei totalitarismi. Gli interventi dei numerosi storici e giuristi (Paolo Prodi, Antonio Padoa-Schioppa, Luciano Guerci, Silvio Ferrari, Paolo Grossi, Giovanni Miccoli, Giovanni Conso, Oreste Aime, Giorgio Bouchard, Corrado Vivanti, Ermis Segatti, Massimo Firpo, Antonio Rotondò, Gustavo Zagrebelsky, Roberto Repole, Claudio Ciancio, Leopoldo Elia, Franco Bolgiani, Edoardo Tortarolo, Daniele Menozzi, Antonio Trampus, Mauro Dogliani, Pietro Scoppola, Luciano Guerci, Francesco Traniello, Francesco Margiotta Broglio e Giuseppe Ricuperati) non si pongono come altre relazioni parallele, ma come una discussione critica e franca sui presupposti e le linee interpretative proposte da Ferrone; il risultato è quello di un confronto ampio e articolato, con posizioni anche divergenti, di indubbio interesse. Ferrone sostiene che la ?modernità? politica, ma anche giuridica, sociale e religiosa, ha nell'Illuminismo il suo essenziale cardine e punto di riferimento per la presenza e la rivendicazione dei ?diritti soggettivi individuali?; contro tale modernità si sono poste le esperienze ideologiche e politiche totalitarie del XX secolo. In questa prospettiva Ferrone sottolinea come le varie forme di ?antimodernità? che si sono manifestate nella cultura europea hanno di fatto offerto alleanze e sostegno ai vari regimi autoritari e totalitari; tra queste forme di antimodernità figura anche la Chiesa cattolica, erede della contrapposizione alla Riforma propria del Tridentino. Nella Chiesa cattolica altri paradigmi interpretativi erano emersi dopo la seconda guerra mondiale con Maritain e la nouvelle théologie e poi con il Concilio e con quella che Ferrone definisce la ?nuova storiografia conciliare?. La dichiarazione conciliare Dignitatis humanae riconosceva ?la libertà religiosa degli uomini in quanto cittadini di uno Stato sovrano nell'ambito politico?, mentre altra cosa era il riconoscimento per i ?cattolici e fedeli della verità insegnata dalla Chiesa di Roma? (p. 99). Di fronte alle ambiguità ed oscillazioni di questo e altri documenti del Concilio, dovute al complesso dibattito conciliare e frutto di mediazioni spesso difficili, Ferrone vede profilarsi ?due strade fortemente divergenti. La strada dell'ascolto dell'altro [?] e la strada, invece, dell'imposizione dogmatica? (p. 116), come viene evidenziato in non pochi tratti del pontificato di Giovanni Paolo II. Ampio il dibattito storiografico anche sull'origine del tema dei diritti umani, sulle origini della modernità europea e sulla ?tesi del delicato equilibrio tra sacerdotium e imperium come base della modernità politica e sociale dell'Occidente? (p. 27).


Bruna Bocchini Camaiani