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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia politica dell'Italia liberale. L'età del liberalismo classico, 1861-1901

Fulvio Cammarano

Laterza, Roma-Bari 1999

La ricostruzione che Cammarano ha dedicato alla vita politica del Regno d'Italia tra 1861 e 1901 si snoda ad almeno tre livelli: una parte della narrazione è dedicata a ricostruire le vicende della cronaca politica, seguendo in modo particolare, con puntualità ed attenzione, le evoluzioni della lotta parlamentare; un'altra parte del lavoro è dedicata alla descrizione del carattere delle istituzioni politiche e del loro mutare nel corso del periodo; un'ulteriore sezione segue lo svolgersi delle concezioni, delle forme e delle pratiche della politica, dalla strutturazione delle costellazioni parlamentari, alla organizzazione delle forze anti-costituzionali, alla nascita delle prime forme partito. Questa triplice strutturazione non è scandita da capitoli diversi o da differenziazioni in parti speciali, ma si fonde nel vivo della descrizione ed offre al lettore un quadro articolato e ricchissimo di informazioni e di suggestioni. Sia che lo si consideri nella sua veste possibile di manuale didattico, sia che lo si veda piuttosto come una sintesi interpretativa, il libro è bello e arricchisce in modo significativo il quadro bibliografico relativo alle forme della politica nell'Italia liberale. Nel lessico analitico dell'a. "Italia liberale" e "liberalismo classico" vanno a sovrapporsi. Cammarano, infatti, sceglie una periodizzazione breve, considerando esterni ad una fase "classica" del liberalismo italiano sia il periodo giolittiano che i momenti della guerra e del dopoguerra. La scelta è giustificata con l'enfatizzazione della "novità" del liberalismo giolittiano rispetto alle concezioni ed alle pratiche precedenti (p. XIII). Forse si potrebbero addurre tanti argomenti a favore di questa tesi, quanti se ne potrebbero trovare a favore di una che insista piuttosto sulle continuità e sulle persistenze. Al di là di questo, e considerate le qualità di questo libro, sarebbe da augurare che Cammarano completasse la sua ricognizione storica anche per la fase del "nuovo liberalismo" e dei suoi drammatici fallimenti tra guerra e dopoguerra.


Alberto M. Banti